Fa discutere e crea tensioni e preoccupazioni nell’ambiente il sequestro da più di un milione di euro eseguito a Campobasso dalla Guardia di Finanza nei confronti di una società del trasporto pubblico extraurbano.
Ennesimo campanello d’allarme, commentano i sindacati, «su una gestione del settore ormai fuori controllo». Il sequestro, rilevano Faisa, Filt e Fit, coinvolge circa 200 lavoratori e altrettante famiglie, «lasciate ancora una volta in una condizione di totale incertezza».
Il provvedimento è stato emesso dal Gip del capoluogo molisano, il legale rappresentante dell’azienda è stato denunciato per aver omesso di versare ritenute certificate. «Una condotta di estrema gravità che colpisce diritti fondamentali dei lavoratori e mette a rischio il loro futuro previdenziale, a dimostrazione di un sistema che ha fallito nei controlli e nella vigilanza. Questa vicenda – ampliano l’analisi i segretari dei tre sindacati – non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro preoccupante che vede il trasporto pubblico molisano attraversato da inchieste giudiziarie e criticità strutturali, come dimostra anche l’indagine che coinvolge la società Sati Spa su presunte irregolarità nella gestione dei titoli di viaggio. Un accumularsi di fatti che rende evidente come il modello attuale di affidamento dei servizi non sia più sostenibile. Di fronte a questo scenario, la Regione Molise non può continuare a limitarsi al ruolo di spettatore. Le responsabilità politiche e amministrative sono evidenti: per anni si è scelto di prorogare, rinviare e tamponare, senza affrontare in modo strutturale le fragilità del sistema, lasciando lavoratori e cittadini esposti alle conseguenze di gestioni opache e inadeguate. Come organizzazioni sindacali chiediamo con forza un confronto immediato e urgente con la Regione Molise. È necessario assumere decisioni chiare e definitive, a partire dalla tutela occupazionale e contributiva dei lavoratori coinvolti e dalla garanzia della continuità del servizio pubblico».
La strada indicata da Faisa Cisal, Filt Cgil e Fit Cisl è quella della gestione in house del Tpl. «A nostro avviso, la scelta più coerente per garantire un governo pubblico reale del settore. In alternativa, qualora la Regione intendesse comunque procedere con l’affidamento tramite gara, l’unica opzione credibile è un bando a lotto unico, capace di attrarre operatori nazionali ed europei dotati di strutture, tecnologie e know-how adeguati, nettamente superiori rispetto a quello espresso dalle aziende locali che, come dimostrano i fatti, si sono rivelate complessivamente inadeguate».
Il consigliere regionale 5s Angelo Primiani parla di settore allo sbando e irregolarità diffuse, che emergono dalle inchieste della magistratura. Intanto «ci sono ancora decine di dipendenti – soprattutto dell’Atm – che attendono di ricevere la mensilità di dicembre e la tredicesima. È inaccettabile che si continui a tollerare l’inadempienza di aziende che non garantiscono nemmeno il diritto più elementare dei lavoratori: lo stipendio. È arrivato il momento di dire basta e di cambiare rotta. Non è pensabile restare immobili nell’attesa di una gara d’appalto che, forse tra un anno e mezzo, produrrà un ulteriore fallimento. La verità è che la strada del doppio lotto non risolverà alcunché, e il rischio concreto è di ritrovarci ancora una volta con un servizio inefficiente, aziende insolventi e lavoratori senza tutele. L’unica soluzione seria e strutturale è procedere senza ulteriori indugi con la revoca dei contratti alle aziende inadempienti e la creazione della società in house regionale. La legge che lo consente esiste già, ma giace ferma in Prima Commissione perché la maggioranza di centrodestra non ha il coraggio politico di portarla avanti. Eppure – conclude – è il momento di assumersi la responsabilità di governare, di risolvere i problemi, di garantire il servizio pubblico e di pagare i lavoratori».













