Caro Domenico, siamo tutti qui, non possiamo che fare scena muta, l’unico che ha qualcosa da insegnare sei proprio tu. E ad ascoltarti ci sono tutti: ci sono i tuoi genitori, come ci sono stati in tutti i momenti importanti della tua vita, i tuoi parenti e tutte le persone che ti hanno voluto bene. Ci sono i tuoi carissimi compagni di classe, i tuoi amici. Ci sono i tuoi professori. Ci sono tutti per questa ultima ora. Forse nella tua breve vita hai raggiuto prima del previsto la maturità e la saggezza, la perfezione interiore e la forza d’animo. La tua maturità e la tua forza oggi ti mostrano molto più grande di noi, molto più avanti di noi. Minore negli anni rispetto alla nostra, la tua vita è stata più intensa e più saggia della nostra, più pura e più rispettosa.
“La malvagità non ha alterato la tua intelligenza e l’inganno non ha sedotto la tua anima”. In te ci sembra di rileggere le parole dell’Orestea di Eschilo: la saggezza attraverso la sofferenza. La tua sofferenza è diventato il tuo titolo di studio più valido di qualsiasi altro. Per questo, Domenico, oggi in questa strana ora di lezione, sei tu a insegnarci tante cose. Insegni ai tuoi genitori, che oggi sono distrutti, a non mollare mai, come non hai mollato tu. Mi sembra quasi di sentire la tua voce che dice alla tua mamma e al tuo papà: non piangete per me ma vivete per me, mi siete stati accanto sempre, ora io sarò sempre accanto a voi, perché quello che avete fatto per me fino ad oggi ora diventa un tesoro nel cielo. Hai insegnato che significa essere un figlio nella sofferenza.
E poi insegni ai tuoi professori, sì da oggi sei tu a poter insegnare loro, che gli studenti diventano un pezzo di cuore, un pezzo di vita, non solo un rigo sul registro. Perché da oggi per noi il tuo rigo sul registro è diventato una riga, una ferita nel cuore.
Insegni a noi professori che per voi studenti siamo importanti non se mostriamo di sapere tante cose, ma se ci teniamo davvero a voi, se impariamo ad amarvi e coltivarvi. E che poi, di fronte alla vita tutti abbiamo sempre da imparare.
Sei stato sempre spiazzante con il tuo sorriso.
Insegni anche ai tuoi compagni, con alcuni dei quali hai condiviso la classe sin dalle elementari. Sono tutti qui, ad ascoltare la tua ora di lezione. Insegni loro a vivere la vita senza esagerare, a comportarsi sempre con rispetto, a impegnarsi anche se si vive un momento di difficoltà, a scherzare senza offendere, a non giudicare gli altri dalle apparenze. Insegni loro ad apprezzare lo studio come voglia di capire, di conoscere, sete di sapere. Insegni che per essere felici non c’è bisogno di sballarsi e fare cose fuori dal comune, ma basta essere e avere amici sinceri e veri.
Hai voluto tenere sempre il contatto con tutti noi, fino all’ultimo. Chi dimenticherà mai il tuo ultimo sorriso all’ingresso della Scuola: quando mi sono avvicinato a te e ho detto: “Forza Juve” a te che avevi il Napoli nel cuore. E ora dal cielo, carissimo Domenico, aggiungi ancora un’ulteriore messaggio, per dirci che ora stai finalmente bene!
A tutti, però, insegni la lezione più difficile: la forza di combattere una battaglia più dura di quella che combatterono i valorosi Achei, la battaglia con la malattia. Abbiamo tutti da imparare da te, dalla tua tenacia nel voler combattere con tutto te stesso. Ammiriamo la tua forza nella battaglia che hai combattuto, senza perdere mai la tua gentilezza e la tua bontà interiore.
Al pensarci, siamo tutti impreparati di fronte a questo mistero della vita che è la malattia e la morte, ma tu hai saputo affrontare, nonostante l’anticipo, questo esame ultimo dell’esistenza in maniera esemplare.
In questo momento le lacrime ci impediscono di vedere, il pianto ci impedisce di ascoltare, il dolore ci impedisce di comprendere, ma se i nostri sensi sono impediti, non lo deve essere il nostro cuore che deve, deve credere nella certezza della risurrezione.
E, così, prima che suoni l’ultima campana e tutti torniamo a casa, tu Domenico dai a tutti noi un compito a casa:
– Riaprire nel nostro cuore il libro della fede, perché senza restiamo nel buio e nella disperazione, senza siamo senza senso e senza speranza.
– Moltiplicare l’esercizio dell’amore, a casa come a scuola, con gli amici e con tutti, perché quando amiamo sentiamo il profumo della vita esterna, sperimentiamo un anticipo della felicità senza fine, facciamo una prova generale del paradiso.
Perché la vita è come una scuola, nella quale imparare per poi, una volta terminati gli studi, entrare nella vita vera.
Caro Domenico, noi restiamo qui, nella scuola della vita. Vorremmo uscire con te, come tutti gli studenti, ma ci tocca restare ancora, abbiamo ancora da imparare. Tu hai avuto l’uscita anticipata. Hai superato prematuramente l’esame della perfezione, hai giocato in anticipo la finale. Ora lo zaino è pronto, sta per suonare la campana. Inizia per te la vita vera, la vita eterna.
Ciao Domenico, ora sei il nostro Angelo custode. Sei l’Angelo custode di tutti i tuoi compagni di scuola. Sei Angelo custode di tutti noi docenti, di tutta la comunità scolastica del Giordano.
Carissimo Domenico, illumina la mente di ogni studente fai brillare questa preghiera nel firmamento affinché svaniscono perplessità, paura e incertezze ma bensì trionfi la maturità di ogni ragazzo.
Tutti noi, infine, abbiamo pensato di mandare a Domenico un nostro ultimo saluto, su, nel cielo.
Ciao Domenico, sei andato via in un giorno triste e ci hai lasciati con il ricordo del tuo sorriso, della tua simpatia e del tuo esempio di studente modello. Non avremmo mai voluto pensare a questo epilogo.
Noi ci sentiamo smarriti e vorremmo trovare un senso a questo nostro dolore. C’è un tempo per ogni cosa e questo è il momento della tristezza, della nostalgia e del rimpianto: tristezza, perché hai lasciato un vuoto in ciascuno di noi; nostalgia, perché ci manchi; rimpianto, per le tante parole che non ti abbiamo detto e per non aver avuto il tempo per realizzare insieme tutte le cose che ci eravamo prefissati di fare. La tua vita è stata breve, è vero, ma la vita non si giudica con il metro degli anni, bensì con quello del valore che diamo ad ogni singolo giorno e tu hai reso importanti tutti i giorni che abbiamo trascorso insieme. Sei entrato nei nostri cuori e ti terremo sempre con noi. Tu continua a sorridere come hai sempre fatto, proteggici da lassù e veglia sulla tua mamma, il tuo papà, i tuoi cari, noi tutti. Ti vogliamo bene. Ci manchi e ci mancherai.
Marco Fusco

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