Un ponte che divide, quasi un ossimoro logico e concettuale, oltre che strutturale e ingegneristico. Il viadotto sul Sente, tra Castiglione Messer Marino, Abruzzo, provincia di Chieti, e Belmonte del Sannio, Molise, provincia di Isernia, continua a far parlare di sé. Ed è proprio quello il problema, che siamo fermi alle parole e alle chiacchiere, checché ne dicano gli epigoni di Alberto da Giussano in giacchetta verde. Nella mattinata di ieri, ai microfoni Rai, il dirigente del comparto tecnico della Provincia di Isernia, Luca Cifelli, ha spiegato il motivo per il quale la data stimata di ultimazione dei lavori del primo lotto di interventi, il 9 agosto scorso, non è stata rispettata. «Si sta procedendo con il consolidamento e la messa in sicurezza della pila numero sette – ha spiegato il dirigente tecnico dell’ente gestore, suo malgrado, del viadotto e della ex statale Istonia -, quella sottoposta ad una rotazione importante. Nella prima fase si è messo in sicurezza il pendio, sia a monte sia a valle, rispettivamente con dei gabbioni e mediante un muro di contenimento. E attualmente si è in fase di realizzazione del corollario di micropali per stabilizzare la pila stessa e contestualmente si sta provvedendo al drenaggio di acque di falda presenti nei dintorni della pila, in fondazione». Prima ancora di questi interventi elencati, in realtà, le maestranze sono state impegnate nella realizzazione di una strada di servizio per poter arrivare alla base della pila sette, perché il tracciato già presente era in forte pendenza e non permetteva l’accesso in sicurezza dei mezzi pesanti necessari per l’esecuzione dei lavori. Si tratta, fino a questo punto, di un finanziamento teorico di 15 milioni di euro da parte del ministero per le Infrastrutture e trasporti, che praticamente si è concretizzato con il trasferimento nelle casse della Provincia pentra di “appena” nove milioni di euro. Rispetto alla questione dei fodi stanziati e quelli ancora da individuare, il dirigente Cifelli precisa: «Ad oggi non si è ancora provveduto ai pagamenti, perché siamo in attesa del primo stato di avanzamento dei lavori, che dovrebbe arrivare a giorni. Subito dopo procederemo con il saldo». E poi quella che appare una novità: «In realtà siamo in attesa di una perizia di variante, – aggiunge Cifelli – che attualmente è in fase di redazione; a decorrere dall’approvazione di questa perizia di variante, motivata dal fatto che sono subentrare delle esigenze di cantiere in itinere, i tempi di conclusione lavori, come da interlocuzioni con Anas, saranno di 250 giorni. Otto mesi circa solo per il primo stralcio di interventi che riguardano la pila sette e le pile alte: uno, due e tre». Per la seconda fase di lavori occorrono ulteriori 40 milioni di euro, come da richiesta dell’Anas. E tra l’altro, quando e se verranno completati questi lavori, non consentiranno la riapertura al traffico del viadotto, ma serviranno altri dieci milioni di euro, siamo quindi ad un totale di 50, per il consolidamento dell’intera struttura. In merito al reperimento di questo fiume di denaro l’ingegner Cifelli è cautamente ottimista: «La volontà politica c’è – assicura – poi vedremo se andrà avanti anche il discorso della ri-statalizzazione della Istonia e del ponte “Longo”, quindi l’erogazione dei fondi, a quel punto, arriverà direttamente ad Anas. Se invece la situazione resta questa di oggi erogheranno i fondi a noi come Provincia e in base all’avanzamento dei lavori che riguarderà anche l’impalcato, noi procederemo al pagamento e all’avanzamento anche contabile, oltre che fisico dei lavori».
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