L’amministrazione comunale lo ha definito «un esempio virtuoso di rigenerazione urbana e architettonica», una “casa del sapere” pronta a diventare punto di riferimento culturale della città. Così, la scorsa estate, gli esponenti di Palazzo San Giorgio presentavano l’ex mattatoio di via Garibaldi. A mesi di distanza, però, il taglio del nastro non è ancora arrivato.
La struttura, interessata da un complesso intervento di riqualificazione finanziato con circa 2 milioni di euro provenienti dal Bando Periferie e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), è di fatto pronta. A confermarlo è l’assessore ai Lavori pubblici Lello Bucci: «Sono in corso soltanto le ultime rifiniture esterne», spiega.
Dal punto di vista tecnico e amministrativo, il cronoprogramma è stato rispettato. Il cantiere, avviato con l’obiettivo di recuperare un edificio storico da tempo inutilizzato, si è concluso con largo anticipo rispetto alla scadenza prevista, fissata per la fine del 2026. Restavano da completare alcune opere accessorie, per un importo superiore ai 200mila euro già stanziati in bilancio, tra cui l’installazione dell’ascensore e la realizzazione della vasca antincendio.
A rallentare l’apertura, tuttavia, non sarebbero i lavori ma la scelta sulla destinazione d’uso della struttura. Tra le ipotesi al vaglio dell’amministrazione c’è quella di trasferire nell’ex mattatoio l’intero patrimonio della Biblioteca Albino, una delle istituzioni culturali più importanti della città, chiusa al pubblico dal 2016.
La “Albino”, inaugurata nel 1861 e arricchita dalla donazione del suo fondatore Pasquale Albino, custodisce oltre 130mila volumi, tra libri antichi e moderni, manoscritti, stampe e giornali d’epoca. Un patrimonio unico, rimasto per un decennio inaccessibile ai cittadini. Dieci anni segnati da abbandono, rimpalli di competenze e promesse mancate, che hanno alimentato proteste, petizioni e polemiche.
L’ipotesi Albino, però, si intreccia con il futuro della Casa della Scuola, dove attualmente ha sede la Bibliomediateca comunale. Resta infatti da capire se destinare l’ex mattatoio alla Biblioteca Albino o alla Bibliomediateca. Nel secondo caso, cambierebbe anche l’utilizzo della Casa della Scuola. «Quegli spazi sono molto richiesti – ha spiegato l’assessore Bucci – soprattutto dall’Università».
Una volta sciolto quest’ultimo nodo, la comunità potrà finalmente riappropriarsi di un altro luogo importante per la città. Un edificio rinnovato, funzionale e aperto al sapere. All’apertura ufficiale manca davvero poco. «Il taglio del nastro – assicura l’assessore – dovrebbe arrivare nel giro di un mese».




























