Le notizie trapelate ieri al termine di una lunga e a tratti tesa seduta della Conferenza dei sindaci, riportate ieri da Primo Piano, trovano piena conferma nella nota diramata dal presidente dell’organismo consultivo dell’Asrem, il sindaco di Agnone Daniele Saia.
Il focus principale della riunione, quello su cui si è poi raggiunto un accordo di massima, è relativo al decreto dei commissari della sanità che riordina la continuità assistenziale: le sedi di guardia medica scendono da 44 a 16 (13 postazioni h24 situate nelle altrettante Case della Comunità che dovranno essere attivate e tre h12 a servizio di zone particolarmente disagiate come quella di Capracotta).
Dopo un ampio dibattito, a cui fra gli altri oltre agli amministratori hanno dato il proprio contributo il dg Asrem Giovanni Di Santo, l’assessore regionale ai Rapporti con i Ministeri per il piano di rientro, Michele Iorio, e il governatore Francesco Roberti, la sintesi di Saia.
«Siamo pronti a dare battaglia – ha detto – perché non possiamo accettare che il diritto alla salute dei nostri cittadini venga negato. Il presidente Roberti ci ha comunicato che la Regione Molise chiederà la sospensione del decreto commissariale che riorganizza il servizio di continuità assistenziale, per evitare il taglio di numerose guardie mediche. Se la sospensione non diverrà effettiva, tutti i Comuni faranno ricorso contro il provvedimento. In un quadro regionale così critico, non si può pensare di togliere ai cittadini un presidio di assistenza prossimo ed essenziale. Bisogna, invece, pensare a un rafforzamento della rete e a maggiori investimenti per l’emergenza-urgenza».
La Conferenza dei sindaci lavorerà anche alla stesura delle osservazioni al nuovo Programma operativo 2026-2028 che andranno ad aggiungersi a quelle che verranno elaborate dalla Regione Molise.
Prima della seduta, è stato presentato alla stampa l’emendamento elaborato dagli amministratori locali come correttivo alla proposta di legge di riforma del Servizio sanitario nazionale (fra le altre cose prevede incentivi economici e organizzativi per il personale che sceglie di lavorare nelle strutture pubbliche, con risorse aggiuntive rispetto a quelle ordinarie, così da non gravare sui bilanci regionali; modifiche al Dm 70 per garantire che nei territori con tempi di percorrenza elevati siano assicurati i servizi per le patologie tempo-dipendenti nel rispetto di tempi utili per l’accesso alle cure, che il Cardarelli possa offrire assistenza di II livello, il rafforzamento di guardie mediche e 118 e nonché correttivi al riparto del Fondo sanitario nazionale.
Un plauso ai sindaci per questa iniziativa è arrivato dall’Associazione ex Consiglieri regionali «non sul piano del merito, ma su quello della doverosa rappresentanza dei territori e dei cittadini, come giustamente richiesto nei “Punti chiave dell’emendamento”. Da troppi anni le rappresentanze territoriali soffrono delle carenze sanitarie, di cui sono vittime i cittadini molisani».























