Al voto manca ormai una manciata di ore. Domenica e lunedì gli italiani saranno chiamati a decidere se confermare o meno la riforma della giustizia del ministro Nordio.
Anche la Lega serra i ranghi e intensifica l’azione sul territorio a favore del “Sì”. Ieri sera a Campobasso l’iniziativa promossa dal coordinamento regionale del Carroccio guidato dall’eurodeputato Aldo Patriciello a cui fra gli altri hanno preso parte il presidente del Tribunale di Larino Daniele Colucci, l’ex pm Luca Palamara (in video collegamento), presidente dell’associazione “Oltre il sistema”, il deputato Alberto Bagnai ed esponenti locali della Lega fra cui l’avvocato Oreste Scurti (responsabile del dipartimento Giustizia).
«Quando i cittadini hanno fiducia nella giustizia, si rafforza lo Stato di diritto e si rafforza la democrazia. Per questo il 22 e 23 marzo invito tutti ad andare a votare guardando al merito dei quesiti referendari. Votare “Sì” – così Patriciello – significa scegliere una giustizia più moderna, più equilibrata e più vicina ai cittadini». L’obiettivo della riforma, ha aggiunto, è far sentire più sereni i cittadini nelle aule giudiziarie ed evitare commistioni fra giudici e pubblici ministeri. «Separare le carriere non è una riforma contro qualcuno, non è contro i magistrati, ma a favore delle regole democratiche e per far sentire il cittadino a proprio agio». La necessità di separazione delle carriere, ha ricordato l’europarlamentare, ha visto d’accordo negli anni scorsi anche autorevoli esponenti della sinistra. Lo stesso vale per la lotta alle correnti. Bisogna innanzitutto recarsi alle urne, ha quindi concluso, e bisogna votare “Sì”. «Lavoreremo per questo fino all’ultimo giorno».
La riforma completa il processo accusatorio introdotto nel 1989, la posizione del giudice Colucci. «Realizza il giusto processo di cui all’articolo 111 della Costituzione che vuole che il giudice sia equidistante dalle parti, sia terzo e imparziale. E la separazione delle carriere è un corollario necessario di questa equidistanza. Oggi è un collega del pubblico ministero e questo fatto lo rende strutturalmente parziale. La riforma mira a eliminare questa anomalia che è rimasta nel nostro processo penale».
Al referendum bisogna votare “Sì”, ha dichiarato infine Bagnai, responsabile economico della Lega, «per contribuire a rendere l’Italia un Paese moderno ed efficiente, eliminando quella che è un’anomalia nel panorama delle democrazie occidentali, vale a dire un organo di auto governo della magistratura totalmente autoreferenziale, dove nomine e provvedimenti disciplinari vengono gestiti in base alla logica partitica delle correnti, senza alcuna reale selezione e senza entrare nel merito, il che rende la magistratura – che ha una funzione importantissima, cruciale per il corpo sociale così il medico lo è per il corpo fisico di ognuno di noi – in Italia purtroppo soggetta a una totale autoreferenzialità e impunità le cui conseguenze si vedono nella cronaca di tutti i giorni». ppm
























