Un gesto crudele, violento, disumano. Un cane già visibilmente sofferente, con una zampa compromessa, afferrato e scaraventato come un oggetto in una pozza d’acqua, tra le risate di chi assiste e di chi filma. È il contenuto scioccante di un video giunto in redazione tramite un’associazione animalista e che, in poche ore, ha indignato e scosso profondamente l’opinione pubblica.
Le immagini sono difficili da guardare: l’animale, evidentemente in difficoltà, fatica a rimanere a galla e tenta disperatamente di risalire, mentre l’autore del gesto appare divertito, quasi compiaciuto. Una scena che non lascia spazio a interpretazioni e che racconta, in pochi secondi, una violenza gratuita e inaccettabile.
La segnalazione è stata immediatamente trasmessa alle forze dell’ordine e l’intervento è stato tempestivo. I carabinieri della stazione di Cercemaggiore, ricevuto il materiale, si sono attivati senza esitazione già nella giornata di ieri, martedì 7 aprile, e hanno subito messo insieme le tessere del puzzle.
Secondo quanto emerso da fonti investigative, i militari sono riusciti in tempi rapidissimi a identificare il giovane ripreso nel video mentre compie il gesto. Si tratterebbe di un ragazzo del posto, maggiorenne, ma l’episodio si sarebbe consumato in territorio di San Giuliano del Sannio. Parallelamente, sono in corso accertamenti per risalire all’identità di chi ha realizzato il filmato e degli altri presenti, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio l’intera dinamica e le eventuali responsabilità di gruppo.
Le indagini, avviate immediatamente dopo la segnalazione, sono ora al vaglio della Procura della Repubblica, che dovrà valutare i profili penali della vicenda.
Resta però aperta, e fortemente criticata, la questione relativa alle condizioni dell’animale. «Purtroppo non siamo a conoscenza di cosa sia stato fatto precisamente dagli organi competenti – fanno sapere dall’associazione animalista – ma il cane è stato lasciato sul posto. Auspichiamo un chiarimento da parte di quanti sono intervenuti, perché si tratta di un episodio gravissimo che merita la massima attenzione».
Un passaggio che aggiunge ulteriore preoccupazione a una vicenda già di per sé inquietante. Perché se da un lato è doveroso sottolineare la rapidità e l’efficacia dell’azione dei carabinieri, che in poche ore hanno individuato il presunto responsabile, dall’altro resta la necessità di fare piena luce sul destino dell’animale e sulle eventuali misure adottate per la sua tutela.
Quanto accaduto non può essere archiviato come una bravata o un episodio isolato. È un segnale allarmante, che richiama l’attenzione su un tema troppo spesso sottovalutato: la violenza sugli animali come espressione di una cultura del disprezzo e della sopraffazione.
Un cane ferito, incapace di difendersi, trattato come un giocattolo da gettare via. E qualcuno che ride.
È da qui che bisogna ripartire. Dalla condanna ferma, senza ambiguità. E dalla certezza che episodi del genere non possono restare senza conseguenze. ppm

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