Prosegue senza sosta il lavoro degli investigatori sul caso della piccola scomparsa da casa, a Sant’Angelo Limosano, sabato 2 aprile intorno alle 20.30 e ritrovata in un dirupo non lontano dall’abitazione la domenica a mezzogiorno.
Ieri sono stati riascoltati nella caserma dei Carabinieri tutti i familiari: i nonni materni e paterni, il papà e la mamma. È soprattutto sul racconto della madre della bimba di 5 anni che si concentrano le attività di riscontro dei militari. La 24enne, dopo aver dichiarato anche nella denuncia di scomparsa, di aver lasciato la figlia per allattare il bimbo più piccolo in un’altra stanza e di aver trovato poi la finestra aperta e una sedia su cui la piccola sarebbe salita per uscire, ha successivamente ammesso di essere uscita di casa e aver chiuso la porta a chiave. Dunque, quando sua figlia è sparita lei non sarebbe stata nell’abitazione. Perché è uscita, per raggiungere chi? E chi ha preso e portato via la bambina, magari per punire proprio lei? Queste alcune delle domande che gli investigatori si sono posti. I nonni materni, invece, continuano ad accreditare un’altra ipotesi: che sia stata portata via per uno sgarbo al padre. Comunque, la pista più accreditata è quella secondo cui qualcuno ha portato con sé la bambina facendola poi ritrovare il mattino dopo. Alcune fonti investigative scartano l’idea che la piccola abbia potuto trascorrere la notte, quella notte con temperature che hanno toccato lo zero termico, all’aperto nel bosco. Le condizioni in cui è stata ritrovata – non eccessivamente sporca di fango o bagnata e con una buona situazione di salute – farebbero piuttosto propendere per una nottata serena: ha dormito in un posto pulito e non al freddo, secondo alcuni investigatori. Sembrerebbe, inoltre, che la bimba non ricordi quel che è avvenuto, o meglio che non abbia mostrato di ricordare situazioni traumatiche.
Se così è, si tratta di chiarire un quadro che è certo molto legato alle dinamiche interne della famiglia. Carabinieri e Squadra mobile, che ha ascoltato la bimba in modalità protetta un paio di volte, lo stanno facendo anche attraverso l’incrocio dei dati dei tabulati telefonici, il recupero di messaggi che sono stati poi cancellati, nuovi sopralluoghi e l’ausilio delle immagini delle telecamere di sorveglianza di Sant’Angelo Limosano e Limosano.
Al momento l’unica indagata è la madre per abbandono di minore. La soluzione del rebus potrebbe però essere molto vicina.
























