CAMPOBASSO. In sanità, una narrazione che cambia può anche accelerare processi e invertire tendenze. Da unica regione a non avere in dotazione un robot chirurgico, il Molise diventa il luogo nel quale ad utilizzare la versione al momento più moderna del da Vinci è solo la sanità pubblica. Un salto notevole, per ora sulla carta ma sulla cui concretizzazione e implementazione l’Asrem guidata da Giovanni Di Santo punta molto.
Sarà inaugurato oggi pomeriggio il da Vinci Xi acquistato con un finanziamento stanziato dalla giunta presieduta da Francesco Roberti, i fondi sono quelli della Coesione gestiti dall’assessore Michele Iorio, scelto dall’azienda sanitaria e acquisito dalla centrale di committenza diretta da Raffaele Malatesta.
Oltre ai promotori di un investimento programmatico e di prospettiva – ma anche necessario per colmare un gap non più giustificabile neanche con 16 anni di commissariamento della sanità – alla conferenza stampa prevista nell’aula Golgi del polo didattico Unimol interverrà in collegamento da Chicago il professor Pier Cristoforo Giulianotti, ideatore del da Vinci e considerato il padre della chirurgia robotica. Nel campo, una indiscussa autorità internazionale.
I lavori di installazione in una delle sale operatorie del Cardarelli sono terminati, il da Vinci è pronto a operare. È intanto già iniziato il periodo di formazione per i chirurghi che lo utilizzeranno, al termine del quale riceveranno una certificazione.
Il coordinatore delle attività robotiche è Pasquale Santoro, primario dell’urologia che è la branca “d’elezione” per il robot. Ma è appunto il coordinatore di una squadra di professionisti che in questi mesi l’Asrem ha reclutato e che vantano già una significativa se non eccellente expertise. Come il nuovo primario di Chirurgia del San Timoteo Valerio Caracino, che a Pescara dirigeva proprio l’unità di robotica e il giovane ginecologo Eric Francescangeli reclutato con un avviso ad hoc e che prenderà servizio a marzo. Per occuparsi di robotica è stato contrattualizzato il chirurgo Roberto Verzaro, in forze al Cardarelli dal 16 settembre. E anche per l’Urologia sono attese a breve novità, se si concretizzeranno ipotesi di reclutamenti molto interessanti. Tutti professionisti che col da Vinci hanno grande familiarità.
«Creeremo un board di esperti che deciderà di volta in volta per quali interventi utilizzare il robot, definirà acquisti e quant’altro ottimizzando le risorse», spiega il dg Di Santo. Le equipe saranno itineranti, nel senso che i chirurghi certificati di tutti e tre gli ospedali molisani opereranno al Cardarelli. In una sala vicina a quella in cui è stata installata la piattaforma – collegata anche ad altre aule del polo didattico – sono stati allestiti monitor che consentono discutere i casi, realizzare briefing. Il da Vinci acquistato da Regione e azienda sanitaria ha una doppia console per consentire agli specializzandi del dipartimento di Medicina di imparare sul campo.
Il sistema è composto da tre elementi principali: console chirurgica, carrello con quattro bracci robotici e colonna laparoscopica completa con sistema video ad alta definizione e acquisizione delle immagini. Permette una visione tridimensionale del campo operatorio e una precisione elevatissima: i bracci ruotano fino a 540° senza tremore fisiologico. «Una rivoluzione – conclude Di Santo – per la chirurgia molisana». ritai














