La legge di bilancio del governo Meloni, nella parte in cui è stata modificata per il Molise dall’emendamento Lotito-Mef, è incostituzionale.
Ne è convinto il capogruppo di Costruire democrazia Massimo Romano che ha depositato ieri in Consiglio una mozione che propone all’Assemblea di impegnare il presidente Roberti e la giunta a promuovere la questione di legittimità davanti alla Consulta per l’articolo 1 comma 871 della manovra approvata il giorno prima di Capodanno.
Nel documento, Romano rileva criticità che rischiano a suo parere di compromettere l’obiettivo di sbloccare i 90 milioni stanziati lo scorso anno e di ridimensionare ancora di più l’organizzazione sanitaria pubblica del Molise. «Il famigerato comma 871 – spiega – subordina l’accesso al contributo finanziario (90 milioni) all’approvazione, da parte della struttura commissariale, del Programma operativo 2026/2028: la struttura dovrà predisporlo entro il 28/2/2025; i Ministeri vagliarlo e correggerlo entro il 31 marzo; da questo momento, la struttura commissariale avrà ulteriori 30 giorni per la pubblicazione ed entrata in vigore. Contestualmente, entro il 28 febbraio la Regione dovrà approvare il piano di copertura del disavanzo, da ripianare entro fine 2027, anziché, come nella precedente legge finanziaria, entro il 2030. Una tempistica, di fatto, tecnicamente impossibile da rispettare, dovendo reperire in bilancio coperture per 31 milioni di euro in meno di due anni. Con l’ulteriore beffa – aggiunge il leader di Cd – di spingerci a farlo senza sapere neppure per quale “beneficio” ovvero, mutatis mutandis, per quale “prezzo”, ossia subendo quali ulteriori chiusure di reparti o strutture. Se qualcosa non va lo Stato non erogherà i 90 milioni, e a quel punto per la Regione sarà bancarotta, aprendo il varco, probabilmente, al primo caso nella storia repubblicana di commissariamento di una regione: non solo della sanità, ma proprio dell’Ente regione, non essendo prevista una procedura di dissesto finanziario che infatti è specificamente normata solo per gli enti locali dal d.lg. 267/2000. Questo il quadro scolpito dalla recentissima legge di bilancio, che costringe la regione a dover subire “al buio” qualsiasi decisione sanitaria assunta altrove e senza alcun coinvolgimento, cioè senza poter neanche aprire bocca, pena il rischio di dover chiudere i battenti. Per assurdo, se la struttura commissariale e i Ministeri decidessero di chiudere il San Timoteo, o il Veneziale, o il Cardarelli, o tutti e tre gli Ospedali insieme, Roberti e la Giunta regionale avrebbero dinanzi a sé la seguente alternativa: accettarlo senza fiatare oppure spegnere i riscaldamenti e le luci, riconsegnare le chiavi e affiggere sul portone di Via Genova il cartello “chiuso”».
Un cappio al collo, ribadisce con una definizione già utilizzata durante l’ultima seduta di Palazzo D’Aimmo del 2025. Come ci si è arrivati? «Semplice: per colpa della struttura commissariale, che secondo la precedente legge di bilancio (L. 207/2024) avrebbe dovuto approvare il Programma operativo 2025/2027 e invece, com’è noto, non l’ha fatto. Dunque – ripercorre Romano – la Regione paga per le responsabilità dei commissari, ossia di due soggetti nominati dal governo, pagati dai contribuenti molisani, che hanno fallito i compiti loro assegnati dalla legge e ciononostante restano comodamente al loro posto, facendoci pure la morale sull’attrattività dei nostri comuni per nascondere la loro conclamata inadeguatezza. “Cornuti e mazziati”, insomma: contro questa scandalosa ingiustizia politica, istituzionale e costituzionale, ho proposto al Consiglio di impegnare Roberti e la giunta regionale a sollevare la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale, ai sensi dell’articolo 127, co. 2, Cost., della legge di bilancio 2026, nonché a trasmettere gli atti alla Procura della Corte dei conti, a tutela del pubblico erario e di tutti i cittadini e imprese molisane, atteso che di ingiustizia ha parlato, da ultimo, il procuratore regionale della Corte dei Conti nell’ultima requisitoria per la parifica regionale. La Regione ha tempo fino a fine febbraio per presentare il ricorso, vedremo da parte decideranno di stare Roberti e la sua maggioranza».















