“Pioggia” di adesioni alla fiaccolata di domenica a Isernia, organizzata da Piero Castrataro a difesa della sanità pubblica.
Arrivano tutte dallo stesso schieramento del sindaco che dal 26 dicembre dorme in tenda davanti al Veneziale per scongiurare l’ipotesi di ulteriori tagli ai reparti. La sua battaglia ha però travalicato i confini della città ed è diventata la battaglia delle aree interne – per esempio quelle dell’alto Molise che rischiano concretamente di vedere riconvertito il Caracciolo in Casa della Salute – e più in generale di chi sostiene le ragioni degli ospedali pubblici.
Alla fiaccolata di domenica parteciperà l’amministrazione comunale di Campobasso. La battaglia di Castrataro, ha spiegato ieri la sindaca Marialuisa Forte, «è anche la nostra ma è soprattutto la battaglia di tanti, troppi cittadini che oggi si trovano costretti a rinunciare a curarsi, a rivolgersi alla sanità privata o ad attendere tempi biblici anche solo per un esame di routine. La mobilitazione di Piero è l’espressione di una società civile che chiede di essere ascoltata, non solo durante le campagne elettorali, ma soprattutto nei momenti di reale bisogno. È una richiesta forte rivolta alle istituzioni, e quindi anche alla politica, affinché si vada oltre l’ordinaria amministrazione e si affrontino con coraggio i limiti burocratici che troppo spesso gravano sulle fasce più deboli della popolazione. Questa è una battaglia per restituire dignità a tutti i presìdi ospedalieri pubblici del Molise e agli operatori sanitari che, con spirito di abnegazione, continuano a lavorare in condizioni difficili, spesso precarie e sotto organico».
Dal Pd di Palazzo D’Aimmo, la sponda di Vittorino Facciolla che ci sarà come consigliere regionale e, ancor prima, come cittadino. «Il programma sanitario proposto va nella direzione di uno smantellamento dei presidi sanitari indispensabili per il Molise: ospedali, guardie mediche, reti dell’emergenza urgenza, finanche ambulanze. Nonostante un enorme disavanzo sanitario, tornato a crescere dal 2019, non abbiamo mai smesso di combattere, non abbiamo mai smesso di ascoltare i bisogni di ogni cittadino, non abbiamo mai abbassato la guardia quando i tagli hanno colpito l’alto Molise così come il basso Molise, le aree interne così come la costa. Le nostre interpellanze in Consiglio regionale spesso sono rimaste senza risposta ed i nostri consigli non sono mai stati accolti». Il gesto di Castrataro, ha proseguito Facciolla, «è l’ultimo appello alle istituzioni che, al di là dei tavoli tecnici, al di là dei rimbalzi di responsabilità, non sono riuscite ancora a trovare una soluzione per evitare lo smantellamento di reparti e unità operative fondamentali per garantire il diritto alla salute di ogni molisano».
In corteo anche i dirigenti della Federazione dem del basso Molise che hanno invitato gli iscritti a fare altrettanto perché «il progressivo smantellamento dei presidi sanitari nel nostro territorio – ospedali, guardie mediche, servizi di emergenza e ambulanze – rappresenta una grave perdita per la comunità molisana e mette a rischio il diritto fondamentale alla salute. Come Federazione riteniamo importante essere presenti e sostenere questa mobilitazione, per tutelare l’accesso alle cure e garantire servizi sanitari efficaci e tempestivi a tutti i cittadini, ovunque risiedano».
Adesioni ufficiali sono arrivate dal Movimento 5 stelle. Il consigliere Angelo Primiani ci sarà e ha invitato a guardare già oltre domenica. La fiaccolata, a suo parere, «non deve essere però un punto di arrivo ma il motore per una mobilitazione ancora più ampia, di carattere regionale. Perché è troppo facile chiudere reparti con l’alibi della carenza di medici, senza adottare soluzioni reali, senza cambiare il paradigma di quelle politiche sanitarie che finora hanno prodotto soltanto un progressivo smantellamento dei servizi pubblici a vantaggio del privato».
Il capogruppo pentastellato di via IV Novembre Andrea Greco non ha risparmiato stoccate agli alleati. «Non andrò (alla fiaccolata, ndr) perché lo chiede un partito, ma perché davanti a certi temi si risponde solo a una voce: quella della propria coscienza di uomini liberi. Una voce che, purtroppo, in Molise troppi hanno smesso di ascoltare. Scenderò in piazza al fianco di Piero Castrataro, perché queste sono battaglie che ho combattuto e continuo a combattere nelle istituzioni. Fui il primo a lanciare pubblicamente l’allarme sul rischio di chiusura dell’ospedale Veneziale. Allora lanciai anche un appello chiaro ai sindaci a prendere una posizione netta e senza ambiguità. Scenderò in piazza nonostante l’ipocrisia di partiti e schieramenti, gli stessi che oggi si affacciano alle manifestazioni per un minuto di gloria, hanno contribuito in silenzio — o con complice partecipazione — allo smantellamento progressivo della sanità pubblica a vantaggio di alcuni privati».
Infine, il Comitato di Isernini fuori sede (che vivono in altre regioni o all’estero) ha organizzato una petizione per dare la propria adesione simbolica (all’indirizzo https://c.org/4gMhwZNzkc). «L’ospedale di Isernia – si legge nell’appello – non è solo una struttura sanitaria: è un punto di riferimento per migliaia di persone, in particolare per le fasce più fragili della popolazione, in un’area interna che sconta già gravi difficoltà infrastrutturali e di accesso ai servizi. Indebolirlo ulteriormente significherebbe aggravare le disuguaglianze territoriali e accelerare lo spopolamento, rendendo sempre meno sostenibile la scelta di vivere e restare in questa provincia».














