Rischioso dirlo, perché la suscettibilità dei politici è facile da urtare. Ma un primo effetto della fiaccolata da migliaia di persone, domenica a Isernia, in difesa della sanità probabilmente era rappresentato dalla prima fila, più gremita del solito nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso dove si è svolta ieri pomeriggio la Conferenza dei sindaci Asrem.
Non solo il governatore Francesco Roberti, che ha sempre partecipato ai lavori dell’organismo e che ieri sera ha dato la propria disponibile a ricoprire il ruolo di commissario, non solo i vertici dell’Azienda (il dg Giovanni Di Santo e la direttrice amministrativa Grazia Matarante, più defilato in platea il direttore sanitario Giovanni Giorgetta). C’erano il senatore Costanzo Della Porta e la deputata Elisabetta Lancellotta, l’assessore Michele Iorio, il vicepresidente della giunta Andrea Di Lucente. Solo per fare qualche esempio.
In particolare ai parlamentari gli amministratori hanno ribadito le richieste: basta tagli agli ospedali pubblici, tutela di reparti come Emodinamica e Punti nascita sia a Termoli sia a Isernia, no alla riconversione del Carcciolo di Agnone in casa della salute e mantenimento dello status di ospedale di area disagiata, incentivi ai medici che scelgono il Molise. E, soprattutto quindi, modifiche al Balduzzi, azzeramento del debito e superamento del commissariamento. O, comunque, revoca dei commissari esterni e affidamento della delega al presidente della Regione.
Il primo ad avanzare questa proposta, già qualche mese fa, è stato proprio il promotore della mobilitazione di Isernia, il sindaco Piero Castrataro. Tra gli altri, ieri in Conferenza, ha confermato questa linea il primo cittadino di Cerro al Volturno Remo Di Ianni.
Il senatore Della Porta, dal canto suo, ha ricordato che il governo Meloni per il Molise, per la sua sanità in particolare, «ha stanziato decine di milioni di euro». Il riferimento, in via principale, è ai 90 milioni previsti dalla legge di Bilancio per il 2025 che «potranno essere erogati nel momento in cui si presenta il piano operativo sanitario e servono tra l’altro per uscire dalla fase di commissariamento, dalla fase di default finanziario e quindi dal commissariamento». La delegazione parlamentare, ha poi rivendicato, «ha chiesto uno sforzo ulteriore al governo Meloni che, devo dire, non ci ha mai fatto mancare il suo sostegno». Ha infine rilanciato: i 90 milioni vanno messi a terra per uscire dal commissariamento e «dobbiamo anche con un’azione congiunta di modificare una norma, il decreto Balduzzi, che è una mannaia per le Regioni più piccole».
Quindi, il governatore. Che, a valle della manifestazione di Isernia, ha confermato azioni e misure in itinere e in cantiere per il Veneziale. L’ospedale in sei mesi verrà potenziato come è avvenuto per il San Timoteo di Termoli: investimenti strutturali e sul personale medico, anche di concerto con l’Unimol. Per quanto riguarda il commissariamento, i sindaci denunciano come sia inefficace e dannoso: il debito persiste, l’assistenza invece è depauperata. «Tutte le azioni che come Regione possiamo mettere in campo le mettiamo in campo attraverso l’Asrem e con l’obiettivo di migliorare la sanità», ha rivendicato. Ma deve cambiare la cornice normativa e non solo. Le logiche ragionieristiche non funzionano. «A Roma ci obbligano anche a dire che tipo di sanità si può permettere il Molise». Così, ha ribadito, non funziona. Un commissariamento più leggere, maggiori risorse e un presidente commissario: elementi che potrebbero costituire una svolta. Una svolta a cui i sindaci e Roberti lavorano. Da ieri, istanza inviata al governo Meloni. r.i.













