Università come bene comune, crescita culturale, sociale ed economica del Paese. I due concetti chiave, e strettamente collegati, delle prime dichiarazioni di Giuseppe Peter Vanoli da vicepresidente della Crui sono anche assi portanti del suo mandato da rettore dell’Università degli studi del Molise: un Ateneo sempre più diffusamente radicato nel territorio di cui da oltre 40 anni condivide il destino e prova a cambiarlo in meglio.
La nomina del numero uno di via de Sanctis al vertice della Conferenza dei rettori proietta concretamente Unimol, e il Molise, in uno scenario di rappresentanza di livello superiore: possono, adesso, Unimol e il Molise giocare un’altra partita.
La proposta della presidente Laura Ramaciotti, rettrice a Ferrara e da settembre a capo della Crui, è stata condivisa ieri in Assemblea.
Eletto un mese fa nella giunta, il prof Vanoli raccoglie un ulteriore e significativo risultato, espressione di fiducia e sintesi nella comunità accademica nazionale e nei processi decisionali e di indirizzo strategico del sistema universitario italiano. Centrale, dunque, per lui la visione dell’Università come bene comune e presidio vitale per rispondere alle aspettative delle nuove generazioni, dei contesti territoriali e del mondo del lavoro.
Il nuovo incarico, una «responsabilità che accolgo con profondo senso istituzionale – ha dichiarato – e che condivido con l’Ateneo che mi onoro di rappresentare. Desidero esprimere un sentito ringraziamento alla presidente della Crui Laura Ramaciotti, all’Assemblea e a tutte le colleghe rettrici e ai colleghi rettori per la fiducia accordatami». La Conferenza, ha proseguito Vanoli,
svolge un ruolo fondamentale nel favorire il dialogo tra le Università e le istituzioni, nel promuovere politiche condivise e nel sostenere un’idea di Università come bene comune, capace di generare valore e crescita culturale, sociale ed economico per il Paese. Da vicepresidente, ha assicurato, lavorerà «per rafforzare la cooperazione tra gli Atenei, valorizzandone le diversità come risorsa strategica e promuovendo una visione inclusiva e sostenibile dello sviluppo universitario. Solo insieme possiamo costruire un sistema universitario più forte, inclusivo e capace di futuro».
Un riconoscimento, ha commentato il governatore Francesco Roberti, «di altissimo profilo, che testimonia la stima e la fiducia maturate nei confronti del rettore Vanoli all’interno della comunità accademica nazionale e che conferma la qualità del lavoro svolto nel suo percorso istituzionale e scientifico». Ma anche motivo di grande orgoglio per il Molise e l’Università «che vede ulteriormente rafforzato il proprio ruolo nei principali contesti di indirizzo e governance del sistema universitario italiano. La visione del rettore Vanoli è pienamente coerente con le esigenze dei territori e con le aspettative delle nuove generazioni. Sono certo che il suo contributo all’interno della Crui saprà valorizzare le specificità degli Atenei, promuovendo cooperazione, inclusione e sostenibilità. La Regione Molise – ha concluso Roberti – continuerà a sostenere con convinzione il dialogo e la collaborazione con il mondo universitario, riconoscendone il ruolo strategico per la crescita e il futuro della nostra comunità».
Sulla stessa linea il commento dell’assessore Michele Iorio per il quale la nomina del rettore rafforza il ruolo di Unimol «nel panorama nazionale, promuovendo valori di eccellenza, innovazione e collaborazione tra le istituzioni universitarie italiane». Un obiettivo prestigioso, che conferma «la qualità e l’eccellenza» dell’Ateneo, «mettendo la nostra regione al centro delle dinamiche nazionali dell’istruzione superiore e della ricerca. Sono certo che il rettore Vanoli saprà portare grande valore al sistema universitario italiano anche nel nuovo ruolo. Ha sempre dimostrato impegno, competenza e visione strategica nel guidare l’ateneo, e siamo certi che saprà portare lo stesso entusiasmo e professionalità anche nel nuovo incarico, contribuendo allo sviluppo del sistema universitario italiano». È di certo, ha concluso Iorio, «un’occasione per rafforzare ulteriormente il rapporto tra Università e istituzioni regionali, a vantaggio dello sviluppo culturale, scientifico ed economico del territorio». r.i.















