Disegnare un quadro oggettivo dello stato di salute del Servizio sanitario nazionale per affrontarne criticità e disuguaglianze. Questo l’obiettivo dell’indagine conoscitiva sui Livelli essenziali di assistenza, promossa dal Movimento 5 Stelle e approvata all’unanimità dalla Commissione Affari Sociali, presentata ieri alla Camera.
Ad aprire i lavori è stata la deputata Marianna Ricciardi, che ha rivendicato la scelta di un approccio “non retorico” a un tema cruciale come il diritto alla salute. «Nel 2023 solo 13 Regioni sono risultate adempienti ai Lea – ha ricordato –. Esistono divari profondi tra territori e non garantire gli stessi servizi significa non garantire lo stesso diritto. Il voto unanime della Commissione chiama ora tutte le forze politiche a una responsabilità condivisa».
Sulla stessa linea il presidente della Commissione, Francesco Cappellacci, che ha sottolineato il valore collaborativo dell’iniziativa: «La salute merita convergenza e non scontro. Un’indagine conoscitiva è uno strumento potente perché consente di ascoltare chi opera davvero nei servizi e di costruire soluzioni a partire dai dati».
Numerosi i contributi degli esperti. Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha evidenziato il progressivo indebolimento del sistema sanitario, a partire dall’accesso alle cure e dalle differenze tra Nord e Sud. «Il monitoraggio attuale si basa su strumenti parziali: 25 indicatori non bastano a restituire una fotografia fedele. I piani di rientro hanno risanato i bilanci, ma non i servizi», ha affermato.
Per Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, l’indagine restituisce centralità al Parlamento e al tema dell’equità: «Servono indicatori capaci di misurare davvero i bisogni e le innovazioni, superando una visione riduttiva del sistema».
Il parlamentare pentastellato Andrea Quartini ha infine richiamato la necessità di superare una sanità intesa come semplice erogazione di prestazioni: «Il cittadino chiede presa in carico, non contabilità. Ridurre il diritto alla salute a un calcolo ragionieristico produce disfunzioni».
A chiudere l’incontro, il consigliere regionale del Molise e coordinatore nazionale Enti Locali M5s, Roberto Gravina, che ha illustrato i nodi centrali dell’indagine: dal ruolo del privato accreditato alla mobilità sanitaria, fino agli effetti dei piani di rientro e del commissariamento. «Le missioni nei territori – ha spiegato – permetteranno di ascoltare chi opera ogni giorno e di costruire proposte concrete per ridurre le disuguaglianze e rafforzare il Servizio sanitario nazionale come presidio di sicurezza sociale».

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