Last but non least, è proprio questo il caso. In ultimo, nel primo comunicato di Responsible Research Hospital che ufficializza la sua presenza in largo Gemelli, le dichiarazioni di Francesco Bevere.
70 anni, dal 2014 al 2019 direttore di Agenas, il suo nome in Molise è particolarmente evocativo.
Il commissariamento quasi eterno comporta un rapporto stretto fra presidenti e commissari e vertici ministeriali. E Bevere è stato interlocutore quasi quotidiano di Michele Iorio e Paolo Frattura.
A volerlo a capo dell’Agenzia del ministero della Salute che affianca le Regioni, l’allora ministra Lorenzin (governo Renzi). Prima, dal 2010, era stato a capo della direzione Programmazione del Ministero (governo Berlusconi). Tra gli altri incarichi, Bevere è stato direttore sanitario del Sant’Andrea di Roma (di fatto lo ha plasmato lui).
Apprezzamento bipartisan, meridionale di Ariano Irpino, la lunga carriera del manager nato medico (chirurgo specializzato anche in Igiene e organizzazione dei servizi ospedalieri) non è terminata nel 2019.
Oggi è consulente del Segretario di Stato per la sanità (l’omologo di Schillaci) della Repubblica di San Marino.
Ultimo non certo per importanza quindi, Bevere, nella nota in cui l’ex Gemelli parla, per la prima volta da mesi, con un linguaggio completamente diverso rispetto a quello da crisi nera a cui ci si era abituati. Un progetto nuovo, intelligenza artificiale applicata alla radioterapia (insieme alla cardiochirurgia e alla ginecologia oncologica uno dei pilastri della struttura). E un “nuovo sceriffo in città”, un purosangue della gestione della sanità. Consulente strategico del presidente di Responsible. La cui parola, trapela solo ora dalla cortina di riserbo che ha accompagnato il suo arrivo in Molise, è decisiva. ritai














