Il problema del trasporto dei pazienti emodializzati molisani torna al centro del dibattito istituzionale. L’Aned Abruzzo e Molise (Associazione nazionale emodializzati), facendo seguito alla recente segnalazione di Michele Mascio sui disagi vissuti quotidianamente dai pazienti, ha inviato una nota ufficiale al presidente della Regione Molise Francesco Roberti, al commissario ad acta per la sanità Marco Bonamico e al direttore generale dell’Asrem Giovanni Di Santo, sollecitando un intervento strutturale e definitivo.
L’associazione, riconosciuta dal Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) sulla malattia renale cronica e recepita dal decreto commissariale 89 del 2025 come soggetto di tutela dei pazienti emodializzati, ribadisce che la criticità segnalata non è episodica né marginale, ma rappresenta un’anomalia che riguarda esclusivamente la Regione Molise. In tutte le altre regioni italiane, infatti, il diritto al trasporto da e verso i centri dialisi è disciplinato da leggi regionali, regolamenti e specifici stanziamenti di bilancio.
Nella nota a firma del segretario Marina Stoppani e del vice segretario don Francesco Martino, Aned Abruzzo Molise richiama alcuni esempi concreti. In Abruzzo il servizio è regolato dalla legge regionale 29 del 1998 e, per la sola Asl di Chieti, è previsto uno stanziamento quinquennale di circa 1,9 milioni di euro, con trasporti garantiti direttamente dall’azienda sanitaria. Ancora più recente è il caso della Calabria, che lo scorso 3 maggio ha modificato la legge regionale 36 del 1986, introducendo un finanziamento annuo di oltre 4 milioni di euro e una disciplina dettagliata delle modalità di trasporto e dei rimborsi, dai mezzi pubblici al trasporto in ambulanza, fino ai voucher per i pazienti.
Proprio l’articolazione della normativa calabrese viene riportata integralmente nella lettera per sottolineare la complessità della materia. «Non è un problema risolvibile con una semplice delibera», osserva l’associazione, evidenziando come serva un approccio organico che tenga insieme aspetti sanitari, sociali ed economici.
Nel corso di un incontro informale avvenuto all’ospedale Cardarelli di Campobasso, era stata avanzata l’ipotesi di affidare il servizio di trasporto agli Ambiti sociali di zona. Un’ipotesi che l’associazione giudica impraticabile senza una cornice normativa chiara e, soprattutto, senza risorse dedicate. Gli ambiti sociali, si legge nella nota, non possono farsi carico di un servizio sociosanitario così oneroso in assenza di stanziamenti aggiuntivi.
Aned sottolinea inoltre che l’attuale sistema di rimborsi chilometrici erogati dall’Asrem non copre minimamente i costi sostenuti dai pazienti non autosufficienti, costretti spesso a rivolgersi a trasporti protetti, associazioni o servizi privati, anche in ambulanza. Una situazione che grava economicamente sulle famiglie e rischia di compromettere la continuità delle cure.
Già nel 2021 l’associazione aveva avviato un’interlocuzione con la Regione, elaborando una previsione di spesa insieme alla direzione della nefrologia e dialisi del Cardarelli. Aggiornando quei dati al 2025, stima che per garantire il trasporto degli emodializzati in Molise servirebbero circa 459mila euro annui, cifra che scenderebbe a poco più di 310mila euro qualora si individuasse una soluzione alternativa al trasporto in ambulanza.
Da qui la richiesta di strumenti chiari e vincolanti: una legge regionale ad hoc, un regolamento attuativo, un finanziamento specifico iscritto a bilancio, una determina di ripartizione delle risorse agli ambiti sociali e una definizione precisa delle competenze tra Asrem e servizi sociali, in particolare per il trasporto in ambulanza dei pazienti non autosufficienti. L’associazione propone anche di consentire ai pazienti di destinare il rimborso chilometrico all’ambito sociale qualora usufruiscano di trasporto protetto.
Per agevolare il lavoro delle istituzioni, Aned ha allegato alla nota una bozza di legge regionale e una bozza di regolamento.
Infine, l’associazione chiede chiarimenti su modalità e tempi degli interventi annunciati per la sostituzione degli impianti di osmosi nei centri dialisi di Agnone e Venafro, per i quali sarebbero stati stanziati 100mila euro ciascuno, auspicando di poter ringraziare pubblicamente la Regione per questi investimenti.
La lettera si chiude con un appello alla presidenza della giunta regionale affinché intervenga «in modo fattivo» per garantire un diritto essenziale, nel segno di una leale collaborazione istituzionale e nel rispetto dei bisogni dei pazienti emodializzati molisani.














