Dell’ultimo Sos lanciato dal Pronto soccorso del Cardarelli di Campobasso abbiamo scritto su queste colonne solo ieri. Il primario ha chiesto all’Asrem interventi urgenti per reclutare medici, visto che in servizio ci sono solo sei medici, la metà del contingente minimo per il reparto. E da febbraio c’è il rischio concreto di non poter assicurare la copertura dei turni.
La medicina d’urgenza è fra le branche più in sofferenza. Ma non è l’unica. Con l’obiettivo di garantire la continuità nei servizi sanitari, in particolare nelle aree in cui la carenza di personale rappresenta una criticità operativa, l’Azienda sanitaria regionale del Molise ha emanato e pubblicato un bando, per soli titoli, per l’assunzione a tempo determinato di personale medico in possesso del titolo di studio conseguito all’estero e non ancora riconosciuto dal ministero della Salute.
L’avviso è finalizzato alla copertura dei posti disponibili, o che si renderanno disponibili, nelle seguenti discipline: Anestesia e rianimazione, Pediatria, Ortopedia e traumatologia, Medicina d’emergenza urgenza, Ginecologia e ostetricia.
Da tempo la sanità pubblica molisana registra mancate o scarse adesioni da parte dei camici bianchi alle procedure concorsuali, situazione che ha costretto l’Asrem anche, ad esempio da ultimo, a prorogare convenzioni con aziende ospedaliere della vicina Campania, come la “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta e la “G.Moscati” di Avellino per l’acquisto di prestazioni specialistiche di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale.
Ma se per i camici bianchi il Molise è scarsamente attrattivo, così non è per il personale sanitario infermieristico. Prova ne è l’adesione all’avviso sempre dell’Asrem, per titoli e colloqui, finalizzato all’assunzione a tempo determinato (sei mesi) di sei infermieri da destinare all’attività di strumentista di sala operatoria. Entro il termine di scadenza delle domande sono infatti arrivate 146 adesioni. Nel frattempo, per sette candidati il percorso si è già concluso positivamente con l’assunzione a tempo indeterminato. Restano dunque in corsa 139 professionisti che ora attendono di sottoporsi alle prove concorsuali. La probabilità per ogni candidato di entrare, seppur per un tempo limitato nel sistema sanitario regionale, è di una su 23.




























