«Un primo passo: interlocutorio ma importante perché si è preso finalmente coscienza del problema», dice il presidente di Assostampa Giuseppe Di Pietro a Primo Piano a margine del tavolo convocato e coordinato dalla prefetta di Campobasso per affrontare la crisi delle edicole che a cascata è una crisi culturale, economica, sociale e, al fondo, di democrazia.
Solo 93 i punti vendita in tutta la regione, serviti da un solo distributore dopo un accordo nazionale che ha messo fine a un esperimento che ha visto operare anche un altro imprenditore sul territorio. I Comuni in cui è possibile acquistare un quotidiano o una rivista – e avere così accesso all’informazione cartacea – sono meno della metà dei 136 totali.
Alla riunione, oltre al capo del sindacato giornalisti in Molise, il presidente dell’Ordine regionale Vincenzo Cimino, il rappresentante della Fieg, gli edicolanti di Salcito e Castel San Vincenzo, il distributore, l’assessore regionale allo Sviluppo Andrea Di Lucente accompagnato dal dirigente Gaspare Tocci.
La distribuzione dei giornali, ha lamentato e ribadito l’imprenditore che se ne occupa, è anti economica. Per ampliare l’offerta, quindi, servono più soldi. Gli edicolanti, dal canto loro, hanno ribattuto che le condizioni poste dal distributore sono troppo onerose anche solo in termini logistici (da Salcito andare a prendere i giornali a Trivento ad esempio). La Fieg ha confermato che entro quattro-sei mesi saranno liquidati i fondi stanziati dal governo nazionale per il settore. Ma Di Pietro e Cimino hanno fatto notare e rilevare che in Molise il problema va risolto prima. «Siamo pochi in questa regione, non ci sono i numeri. D’accordo, è vero. Ma se non troviamo soluzioni perderemo quel poco che resiste», ha sintetizzato al termine del summit il presidente dell’Odg.
Una strada potrebbe essere quella di un intervento regionale, anche in altri territori si sta verificando questa possibilità. Per questo, l’assessore Di Lucente ha sollecitato la verifica delle condizioni contrattuali che legano il distributore locale a quelli nazionali, utile anche a capire se ci sono invece margini e se altri imprenditori sarebbero disposti ad assumersi questo onere.
Della verifica si faranno carico, quindi, la Prefettura e la Regione Molise per poi tornare al tavolo e discutere sulla base di un quadro più preciso.

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