La scaramanzia e la conoscenza del mondo politico e della sanità del Molise consigliano di volare basso. Ma l’ambizione a realizzare una Cittadella della salute nell’edificio ancora di proprietà della ex Cattolica a Campobasso, integrando l’offerta pubblica e privata con la formazione e la ricerca, non è più solo un’ipotesi, un «sogno», come lo definì il governatore Francesco Roberti nella conferenza stampa di fine anno del 2024.
È stato istituito un tavolo istituzionale (ma tecnico, l’obiettivo non è un pour parler), che si riunirà a breve. Ne fanno parte la Regione, l’Università degli studi del Molise, la struttura commissariale della sanità, l’Asrem e il Responsible Research Hospital.
Un primo passo concreto che non arriva per caso. Dietro c’è un lavoro sottotraccia che è andato avanti per mesi. «L’Agenas si è resa disponibile a darci un supporto per il progetto di integrazione – spiega il governatore Francesco Roberti – e all’esito delle interlocuzioni con la rettrice di Cattolica abbiamo raggiunto un’intesa di massima, per l’immobile, non preclude nulla». Un accordo che quindi può andar bene a tutti i protagonisti: l’ospedale Responsible che occupa una parte della struttura, il lotto di più recente costruzione è libero e utilizzabile, il Cardarelli destinato a trasferirsi in un edificio più moderno, sicuro e dignitoso per pazienti e operatori sanitari, l’Unimol per le esigenze didattiche, di ricerca e assistenziali.
Non sarà un cammino semplice. Se lo fosse stato, l’ambizione da anni proclamata da governi locali di diverso colore politico non sarebbe rimasta del tutto sulla carta. Un polo che eroga prestazioni sanitarie, con il regime del Ssn e quello privato, e formazione universitaria, e lo fa in maniera integrata (non è quindi un semplice condominio) implica una regolamentazione dettagliata di aspetti complessi: gli accreditamenti, la fornitura di servizi, la disciplina del personale, il reclutamento mirato dei medici, i rapporti fra Cardarelli e Responsible, i reparti (chi fa cosa). Solo per fare qualche esempio.
Ma è l’unica possibilità di imprimere una svolta decisiva al sistema sanitario regionale che altrimenti è destinato al declino. La sostenibilità economica non è un problema solo per il pubblico, come dimostra la crisi di Responsible, che in queste ultime settimane vive una fase di tregua ma senza decisioni strutturali sarà solo un miglioramento passeggero.
«Questo intervento, ne sono da sempre convinto, è caratterizzante per la nostra sanità, una svolta – ribadisce Roberti – Ci consentirà di dare al Cardarelli una sede all’altezza delle esigenze di un ospedale regionale e di realizzare una vera e propria Cittadella della salute: assistenza, ricerca e didattica».
Decisiva la disponibilità di Agenas in questo primo passo concreto. Ma anche quella dell’Università. Tra le prime dichiarazioni dell’allora neo eletto rettore Giuseppe Vanoli, la risposta ai tanti Sos lanciati sia dal presidente sia dai suoi assessori per aiutare l’Asrem a rafforzare l’organico di medici, in alcuni reparti ridotto all’osso: l’ateneo e il suo dipartimento di Medicina sono cresciuti e pronti a fare la propria parte anche nella programmazione. «Sì – conferma il governatore –, l’Unimol è un partner strategico per noi nel progetto di integrazione. Lo è sicuramente nel formare specialisti preziosi per i nostri ospedali ma adesso anche per immaginare e realizzare misure di prospettiva e visione».
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