Dalla prima riunione del tavolo sulla Cittadella della salute il presidente della Regione Francesco Roberti è uscito fiducioso. Anzi «sono ottimista», ha detto dopo un confronto durato almeno due ore.
C’è dunque la disponibilità di tutti gli attori e c’è la convinzione di mettersi seriamente a lavorare al progetto di cui a Roma dovrà essere dimostrata la sostenibilità. Meglio: dovrà essere dimostrato numeri alla mano l’integrazione che si intende costruire alla sanità molisana, dal 2007 in piano di rientro e dal 2009 commissariata, porterà un risparmio. È la pre condizione perché i Ministeri affiancanti, Economia a Salute, diano via libera.
Attorno allo stesso tavolo il governatore Roberti con la direzione Salute, il rettore dell’Università del Molise Giuseppe Vanoli e la struttura amministrativa di vertice dell’ateneo, i commissari Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, il Responsible con Francesco Bevere (consigliere del presidente Petracca e in passato a lungo dg della Programmazione al ministero e poi direttore dell’Agenas), la direzione Asrem guidata da Giovanni Di Santo.
L’obiettivo, da tempo inseguito ma che negli ultimi mesi è stato messo meglio a fuoco, è realizzare un polo unico di assistenza sanitaria, pubblica e privata convenzionata, con il valore aggiunto della didattica e della ricerca universitaria nell’edificio della Cattolica a Campobasso.
Durante la riunione, ha sintetizzato a margine Roberti, è emersa unità d’intenti sul target da raggiungere. «Ora dobbiamo reperire i dati utili a una valutazione complessiva dell’operazione. Lo faremo ognuno per la propria parte, i dati sanitari, quelli economici e finanziari, quelli relativi alla didattica, per fare qualche esempio. E ce li scambieremo per verificare insieme poi la fattibilità del progetto». Da Bevere, ha aggiunto, è stata anche fornita disponibilità sull’edificio, quindi a una coabitazione con il Cardarelli e gli asset con cui Unimol sarà anche fisicamente parte della Cittadella.
A monte, già acquisita (ed è stato uno degli elementi che ha accelerato verso la costituzione del tavolo tecnico promosso dal governatore in sinergia con l’ateneo), c’è la disponibilità dell’Agenas alla elaborazione del progetto.
Non sarà una passeggiata al mare o in collina, ma una scalata delle più impegnative. Accreditamenti, trattamento del personale, ristrutturazione di spazi, reingegnerizzazione del modello organizzativo (Roma non darebbe mai l’ok a un mero condominio che presenti duplicazioni di reparti e servizi per esempio): si tratta di costruire già su carta un nuovo ospedale.
Roberti ritiene di aver colto la volontà comune. «Un primo avvio del ragionamento ma positivo».
Volontà e probabilmente anche consapevolezza, sicuramente dei protagonisti del tavolo che gestiscono concretamente i servizi assistenziali, che la sanità del Molise per uscire dal declino e rilanciarsi può solo scalare la montagna che ha davanti.
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