Non è vero che raggiungere accordi di confine per il governo, reciproco fra le Regioni vicine, della mobilità sanitaria è una missione impossibile.
Lo dimostra il fatto che, quasi a sorpresa e comunque sorprendentemente la notizia è rimasta sottotraccia per un paio di mesi, i commissari della sanità del Molise e la giunta regionale dell’Abruzzo hanno firmato un accordo bilaterale che regola la mobilità di alcune prestazioni e stabilisce che per quelle prestazioni il Molise non potrà pretendere più di una cifra ogni anno per gli abruzzesi che le effettuano al di qua del Trigno e viceversa. L’obiettivo è ridurre la cosiddetta mobilità evitabile, interventi o esami di bassa o media complessità che possono (potrebbero/dovrebbero, questo poi si vedrà con l’attuazione dell’intesa) essere eseguiti nella propria regione di residenza.
L’accordo è riferito alle prestazioni sanitarie di assistenza specialistica ambulatoriale e ospedaliera erogate a carico del Sistema sanitario nazionale dalle strutture pubbliche e private accreditate dei Servizi sanitari regionali, ai cittadini residenti nelle regioni che l’hanno stipulato e nel periodo compreso tra il primo gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028.
Lo schema di intesa, recepito da Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo con il decreto 29 del 18 febbraio scorso, e approvato precedentemente dall’esecutivo regionale abruzzese guidato da Marco Marsilio con delibera del 31 dicembre scorso, fissa tetti economici annuali e specifici per livello assistenziale.
Per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri, in considerazione del dato registrato nel 2024, per la Regione Molise è fissato un tetto di spesa della mobilità verso l’Abruzzo pari a 5.748.188 euro, per la Regione Abruzzo verso il Molise invece è pari a 2.093.909 euro. Sono escluse, quindi restano fuori dal patto, le prescrizioni di alta complessità, le urgenze e i casi di Pronto soccorso come classificati in base all’accordo di compensazione previsto e coordinato a livello nazionale. Quanto alla specialistica ambulatoriale, sempre considerando i numeri registrati nel 2024, la spesa massima del Molise per mobilità verso l’Abruzzo è pari a 2.788.019 e quella dell’Abruzzo per mobilità verso il Molise 4.554.594 euro. Sono escluse, in questo caso, le prestazioni che rientrano nell’attività oncologica di chemioterapia e radioterapia, di medicina nucleare e dialisi. Sono escluse anche le prestazioni rese nell’ambito delle reti territoriali, dei sistemi di emergenza e delle reti tempo dipendenti (sono prestazioni salvavita a cui il concetto di budget non superabile poco si addice).
Più in dettaglio, il provvedimento stabilisce che sono escluse le prestazioni rese dal Molise in favore dei pazienti abruzzesi nell’ambito dei servizi territoriali (Case di comunità, ospedali di comunità, presidi di continuità assistenziale) presenti nei comuni afferenti il confine amministrativo delle due regioni e nell’ambito della rete ictus. Fuori dall’intesa, inoltre, le prestazioni rese dall’Abruzzo ai molisani nell’ambito della rete trauma di cui al decreto 180 dei commissari della sanità «per l’integrazione – in assenza di un Dea di II livello – dell’ospedale Santo Spirito di Pescara», si legge nel documento.
«Fermo restando il rispetto del tetto di spesa, in caso di superamento dei tetti economici previsti dal presente Accordo, per l’anno di riferimento, per le attività di ricovero e di specialistica ambulatoriale, al netto delle escluse prestazioni – di alta specialità (alta complessità), delle prestazioni e dei ricoveri in urgenza da pronto soccorso, delle prestazioni che rientrano nella branca della medicina nucleare, la dialisi e l’attività oncologica di chemioterapia e radioterapia nonché delle ulteriori prestazioni previste di cui all’art. 2, per le prestazioni a tetto, si stabilisce – è la previsione dell’articolo 4 dell’accordo – l’applicazione del meccanismo di regressione tariffaria secondo cui in caso di sforamento del tetto concordato, la produzione eccedente, superiore al 5% dello stesso tetto, non sarà remunerata mentre quella eventualmente eccedente entro il 5% sarà valorizzata al 50% della corrispondente tariffa».
Per i controlli sull’appropriatezza sarà nominata entro 30 giorni dalla firma dell’intesa una Commissione ad hoc di cui faranno parte tre componenti, due nominati dalle Regioni Abruzzo e Molise e uno da Agenas. ritai



























