Il pronunciamento della Conferenza dei sindaci poche ore prima. Il termine fissato in Finanziaria 2026 per l’adozione del Programma operativo e il piano di rientro dal debito residuo della sanità che scade fra due giorni. Le minoranze pensavano, quindi, che la seduta del Consiglio regionale di ieri sarebbe stata decisiva.
Invece, l’assenza del governatore Roberti ha di fatto impedito la discussioni di interpellanze e mozioni che puntano alla sostituzione dei commissari e a capire come la Regione affronterà l’ennesima complicazione di bilancio. Per questo ieri pomeriggio i consiglieri Massimo Romano, Andrea Greco, Micaela Fanelli e Angelo Primiani hanno convocato la stampa.
«La scadenza del 28 febbraio è una tagliola. Se i commissari e la giunta non saranno adempienti, la Regione rischia di saltare e questo provoca un problema non per la classe politica ma per i cittadini e le imprese in termini di maggiori tasse, tagli dei servizi, blocco dei pagamenti e paralisi sostanzialmente dell’attività correlata alla Pubblica amministrazione regionale – ha rimarcato Romano – Noi non creiamo allarmismo, noi rappresentiamo quello che dice la legge. Ci sembra strano che a porci il problema siamo soltanto noi e non chi ha responsabilità ben più gravi delle nostre». Quindi il capogruppo di Costruire democrazia ha concluso: «Siamo di fronte a un pasticcio spiegabile alla luce di un inadempimento dei commissari e dei Ministeri (la mancata erogazione dei 90 milioni per ridurre il disavanzo sanitario, ndr), ma a pagare è la Regione. Noi richiamiamo tutti alle responsabilità, il Consiglio di oggi doveva essere decisivo invece per l’assenza del presidente non lo è stato. Ieri la Conferenza dei sindaci ha deliberato la sostituzione dei commissari all’unanimità, non possiamo continuare a fare i pesci in barile».
Quale la richiesta dei rappresentanti di opposizione? «Il Consiglio regionale deve essere convocato immediatamente entro il 28 febbraio 2026 – ha sintetizzato il capogruppo 5s Andrea Greco – Il rischio è quello di un vero e proprio crac, noi siamo in un momento troppo delicato della vita di questa Regione e non si può ignorare. Il Consiglio deve essere convocato e vanno affrontati aspetti relativi al bilancio, al rientro che bisogna approvare entro il 28 febbraio. Invece tutti scappano e per primo il presidente della Regione Roberti».
La nave affonda, ha rincarato la dose la consigliera del Pd Micalea Fanelli, «e il Consiglio discute del presepe, meritoria attività di promozione turistica oltre che di fede e di religione, fuori periodo. A parte la facile battuta, purtroppo oggi non era una giornata in cui dedicarsi a cose amene ma la giornata in cui discutere della “carne viva”, i ritorni finanziari per la sanità e la situazione che denunciano i sindaci in Conferenza. Avevamo tante aspettative ma Roberti non è venuto, i temi non sono stati trattati e siamo arrivati alla fine del Consiglio prima del 28, abbiamo pensato che non potevamo restare in silenzio. Abbiamo chiesto a Pallante una nuova seduta. Se non si approva il Pos entro il 28 febbraio e anche se si approva le conseguenze finanziarie, già oggi, sui conti regionali sono insostenibili. Che cosa vuole fare questa maggioranza?».
Angelo Primiani, 5 stelle, ha ribadito: «Ci sono gravi inadempienze da parte dei commissari, della struttura commissariale ma soprattutto se non riusciamo a chiudere questo bilancio è per causa della struttura commissariale, diretta emanazione dello Stato, ed è inconcepibile che a pagare siano i molisani. Per questo motivo abbiamo chiesto di votare in Aula una formale proposta di rimozione, mozione presentata da me, dal collega Greco e dal collega Romano. Purtroppo non è stato possibile discutere di questo atto per l’assenza del presidente della Regione. Il 28 siamo chiamati a rispettare un’importantissima scadenza imposta dalla legge di Bilancio, mancano ormai due giorni e non siamo a conoscenza dello stato dell’arte. qui la richiesta di convocare un Consiglio regionale ad horas, credo sia legittimo e sia doveroso nei confronti dei cittadini molisani». ppm

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