L’adozione del Programma operativo della sanità era necessaria per sbloccare i 90 milioni stanziati dal governo nazionale per ridurre il disavanzo. Ora, quello che conta, è la sua attuazione.
La Uil Molise, insieme alla sigla di categoria Uil Fpl, rilancia la preoccupazione legata ai tagli che il documento contiene, per esempio la riconversione del Caracciolo di Agnone da ospedale a struttura territoriale, soprattutto in considerazione del fatto che «la sanità non è un esercizio teorico: è fatta di territori complessi, popolazione anziana e fragile, e di lavoratori che operano da anni in condizioni di sotto-organico strutturale».
Il sindacato poi pone al centro del dibattito un’emergenza non ancora risolta e non solo in Molise, quella legata alla carenza di personale.
Il sistema sanitario regionale, sottolinea il segretario della Uil Fpl Molise, Emilio Corbo, è «da sempre in grave difficoltà: 9,8 unità ogni 1.000 abitanti contro una media nazionale di 11,9, appena 1,45 medici dipendenti ogni 1.000 (ultima regione d’Italia). Tra il 2026 e il 2030 andranno in pensione 148 medici su 424 e 385 infermieri su 1.376: oltre 530 professionisti in uscita in cinque anni. I concorsi vanno deserti, i medici selezionati rinunciano, il 118 ha organici largamente insufficienti».
Rispetto al contenuto di merito del piano operativo 2026-228, aggiunge Corbo, «preoccupa il ridimensionamento di servizi strategici come emodinamica e punti nascita. In una regione piccola, tagliare un presidio significa distanze maggiori, tempi di intervento più lunghi e maggiore mobilità passiva. La riconversione di Agnone ha senso solo con investimenti reali nella medicina territoriale: altrimenti si rischia la marginalizzazione definitiva delle aree interne».
La Uil Fpl chiede quindi che le risorse sbloccate vengano vincolate al rafforzamento degli organici, alla valorizzazione professionale e al potenziamento della sanità territoriale, con confronto preventivo con le parti sociali e monitoraggio costante sull’impatto del piano. «La sanità pubblica molisana non può essere oggetto di un riequilibrio contabile: deve essere rilanciata. Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere la variabile di aggiustamento di scelte calate dall’alto. La Uil Fpl Molise – conclude il segretario – è pronta al confronto, ma con un principio chiaro: la riorganizzazione deve essere un miglioramento reale, non un ridimensionamento mascherato».
Servizio essenziale tutelato dalla Costituzione, quello relativo alla salute riguarda tutti, prosegue il segretario generale della Uil Molise Gianni Ricci: chi lavora, chi è giovane e costruisce il proprio futuro in questa regione, anziani che hanno bisogno di cure continuative e il più possibile vicine a casa.
«Non esiste persona che non sia toccata dalla qualità del sistema sanitario regionale. Per questo la Uil Molise segue con attenzione e preoccupazione l’evoluzione del Programma operativo 2026-2028: non come questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma come tema di giustizia sociale che attraversa trasversalmente l’intera comunità molisana. Un lavoratore che si ammala ha bisogno di cure rapide e accessibili per tornare al lavoro. Un giovane che vede un sistema sanitario in difficoltà è un giovane in più che sceglie di andarsene. Un cittadino, magari più avanti con l’età, che deve percorrere cento chilometri per una visita specialistica è una persona a cui viene negata la dignità. Chiediamo alla Regione, per quanto di sua competenza, un cambio di passo: la sanità pubblica non è una voce di bilancio da tagliare, è il pilastro su cui si regge la coesione sociale di una terra già fragile», conclude Ricci.

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