Il Molise torna sul grande schermo e lo fa attraverso lo sguardo di uno degli attori italiani più importanti e riconosciuti a livello internazionale. Elio Germano, protagonista di un percorso artistico costellato di premi prestigiosi e di interpretazioni che hanno segnato il cinema contemporaneo, ha scelto infatti di raccontare la sua terra d’origine nel documentario “Ritorno al tratturo”, scritto e diretto da Francesco Cordio.
Il film sarà presentato in anteprima alla 17ª edizione del BIF&ST – Bari International Film & TV Festival, nella sezione “Per il cinema italiano”, fuori concorso. La proiezione è in programma il 23 marzo al Multicinema Galleria di Bari, alla presenza del regista e dei produttori, con un incontro pubblico dedicato al film. Successivamente il documentario arriverà nelle sale cinematografiche italiane dal 29 aprile.
Girato interamente in Molise, tra le province di Campobasso e Isernia, “Ritorno al tratturo” è un viaggio nel cuore delle aree interne, nei paesaggi e nelle comunità che custodiscono una parte importante della storia del territorio. Al centro del racconto c’è il tratturo, l’antico percorso erboso largo anche cento metri e lungo centinaia di chilometri che per secoli ha collegato l’Europa al Mediterraneo attraverso la pratica della transumanza, diventando una vera e propria arteria culturale ed economica.
Nel documentario Germano attraversa i luoghi simbolo del Molise – dalle montagne di Frosolone ai sentieri di Pietracupa – incontrando persone, ascoltando storie e dando voce alle trasformazioni che attraversano oggi le aree interne. Il suo ruolo non è soltanto quello dell’attore che accompagna il racconto, ma di un narratore coinvolto, che osserva e dialoga con chi vive quotidianamente questi territori.
Accanto a lui nel viaggio ci sono Filippo Tantillo, autore e ricercatore territorialista, e Silvia Di Passio, community manager impegnata nelle politiche dedicate alle aree interne. Insieme esplorano le opportunità e le sfide di territori spesso percepiti come marginali ma che custodiscono energie sociali e culturali capaci di generare nuove prospettive di sviluppo.
Il film nasce da un’idea condivisa dallo stesso Cordio, da Elio Germano e da Filippo Tantillo ed è prodotto e distribuito da Own Air. L’obiettivo è raccontare il Molise non come luogo dimenticato o periferico, ma come uno spazio in cui tradizione e innovazione possono dialogare, aprendo scenari di rinascita per comunità che negli ultimi decenni hanno dovuto fare i conti con lo spopolamento e con la progressiva riduzione dei servizi.
La partecipazione di Elio Germano rappresenta, in questo senso, un motivo di particolare orgoglio per la regione. L’attore romano, che ha origini molisane e che negli anni ha ricevuto riconoscimenti tra i più prestigiosi del cinema internazionale – dal premio come miglior attore al Festival di Cannes per “La nostra vita” fino agli Orsi d’Argento di Berlino e ai David di Donatello – ha più volte dimostrato un forte legame con il territorio.
Il fatto che abbia scelto di raccontare proprio il Molise attraverso un progetto cinematografico dedicato alle aree interne è quindi una notizia significativa non solo sul piano culturale, ma anche simbolico. Significa riportare l’attenzione nazionale su una regione spesso raccontata per la sua marginalità, ma che possiede un patrimonio paesaggistico, storico e umano di grande valore.
“Ritorno al tratturo” si propone così come un viaggio tra memoria e futuro, tra radici antiche e nuove possibilità. Un racconto che restituisce dignità e visibilità a territori che continuano a cercare un equilibrio tra tradizione e modernità, e che ora trovano nel cinema un nuovo modo per farsi conoscere. lc

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