Contribuire e o dare il là al dibattito pubblico su temi fondamentali per la comunità è una mission sfidante per la stampa locale. In questi tempi di clic e notizie “scrollate” e velocemente digerite sui propri smartphone, riuscirci è particolarmente complicato. Ma a volte accade.
Il sasso lanciato nello stagno dal rettore dell’Università del Molise Giuseppe Vanoli sulla sanità e in particolare sulla necessità che il sistema pubblico acquisisca l’immobile della Cattolica per realizzare un polo didattico e assistenziale ha “rotto la quiete”. E generato riflessioni e commenti.
In redazione è giunto il contributo dell’ex governatore Michele Iorio, oggi assessore della giunta Roberti con delega al Coordinamento dei fondi di coesione e ai Rapporti con i Ministeri affiancanti per il piano di rientro sanitario.
«Ho letto con grande attenzione l’intervista al rettore Vanoli pubblicata quest’oggi (ieri, ndr), apprezzandone la determinazione nel sostenere la realizzazione di un ospedale universitario a trazione pubblica. Il dibattito sulla nascita di un policlinico universitario – è l’opinione di Iorio – segna un passaggio decisivo per il futuro della sanità in Molise. La posizione espressa dal rettore Vanoli, insieme alle iniziative che si stanno portando avanti su impulso del presidente della Regione, rappresenta un contributo autorevole nella direzione di una scelta chiara e non più rinviabile. Dopo anni caratterizzati da assenza di visione e da un progressivo indebolimento del sistema sanitario regionale, è necessario imprimere una svolta netta. Il Molise ha bisogno di un progetto strutturale capace di superare definitivamente logiche emergenziali e frammentate che hanno contraddistinto l’ultimo decennio».
Per Iorio, «l’istituzione di un ospedale pubblico universitario rappresenta oggi una scelta strategica fondamentale per costruire un sistema sanitario moderno, fondato su qualità, equità e innovazione.
Investire in un presidio universitario significa garantire ai cittadini cure più qualificate, riducendo il ricorso ad altre regioni e restituendo centralità al servizio sanitario pubblico. Allo stesso tempo, significa creare le condizioni per trattenere e attrarre giovani medici, ricercatori e professionisti, contrastando concretamente il fenomeno dello spopolamento.
Questa scelta assume anche un rilevante valore economico e sociale: un ospedale universitario è un volano di sviluppo, capace di generare occupazione qualificata, attivare filiere produttive e rendere il territorio più competitivo e attrattivo.
Sul piano politico, è il momento di assumersi una responsabilità chiara: uscire da ogni ambiguità – incalza dunque l’assessore – e indicare con determinazione un modello di sanità pubblica forte, integrata con il sistema universitario e orientata al futuro. Il Molise non può più permettersi soluzioni tampone o interventi parziali. Serve una visione, serve coraggio, serve una scelta strategica. L’ospedale universitario pubblico non è solo un’infrastruttura sanitaria, ma il simbolo di una nuova stagione di sviluppo, capace di restituire fiducia ai cittadini e prospettiva alle nuove generazioni. In questo quadro, sarà altresì necessario adeguare la riforma della Asl unica alle nuove esigenze, garantendo un equilibrio tra sostenibilità economica, qualità dei servizi e rispetto dei territori». r.i.
























