Cambia tattica il presidente della Regione. Chi lo conosce sa che Francesco Roberti riesce a mixare bene l’irruenza con i file della politica (li chiamava così un suo predecessore che ammetteva di non esserne molto dotato). Quindi, l’attacco frontale al commissario della sanità Marco Bonamico e la sveglia ai parlamentari, tutti del suo stesso schieramento, con molta probabilità non sono sfoghi di un momento.
Il governatore ha evidentemente deciso che è tempo di mettere in fila fatti e contestazioni sollecitando assunzioni di responsabilità.
Sta costruendo insieme all’Università del Molise e al Responsible, oltre che ai commissari e all’Asrem, la strada non semplice ma neanche impossibile di un polo didattico e assistenziale unico a Campobasso nell’edificio che è ancora della Cattolica. La fibrillazione sulle reti ictus e materno infantile potrebbe non essere d’aiuto. È un rischio che si sente di correre. Intanto perché si tratta di dossier separati. E perché a nessuno interessa interpretare la parte di chi ha fatto saltare per una lite su un’Emodinamica una possibilità formidabile – l’unica per molti, a partire dallo stesso Roberti ma è così anche per il rettore Vanoli e l’assessore Iorio – per rilanciare in maniera determinante il servizio sanitario pubblico.
Ricapitolando, il commissario ha detto che, in base alle sue sensazioni, Roma prescriverà la chiusura del Punto nascita del Veneziale e dell’Emodinamica del San Timoteo. Non si chiude nulla, ribadisce il presidente della Regione. «Attraverso il controllo di gestione – spiega ai microfoni di Teleregione – abbiamo appurato che chiudere uno di questi due reparti significa creare una mobilità passiva che costa di più rispetto alla spesa necessaria a tenerli aperti. Poi, sento dire dal commissario che dalla costa per esempio si potrebbe andare a Vasto, non sa nemmeno che a Vasto l’Emodinamica non c’è. Non posso essere io il parafulmine di chi è mandato da Roma a fare il commissario e non sa nemmeno che l’Emodinamica a Vasto non esiste. La prima che può essere raggiunta dal basso Molise è a Chieti o a San Giovanni Rotondo. E non credo che questi siano tempi sufficienti per portare un infartuato all’interno di una sala emodinamica».
Non risparmia nessuno, il governatore. Il Programma operativo, continua l’affondo sui commissari, è stato proposto «in maniera molto vaga», si ipotizza la chiusura di una Emodinamica e un Punto nascita ma non si dice dove. «Credo che non sia nemmeno corretto sotto l’aspetto formale e della professionalità di un commissario che dovrebbe farci a capire se è vero che la chiusura di questi due reparti riuscirebbe a far quadrare i conti. Abbiamo già verificato che così non è e allora – cambia target – è un discorso di formalismi del Dm 70 che nulla ha a che vedere con il budget che ci viene assegnato da Roma. Il decreto Balduzzi è l’unico decreto ministeriale che tira fuori una sola regione, cioè il Molise, la regione più piccola. Allora forse è arrivato il momento che anche i parlamentari molisani dicano qualcosa, non si può immaginare solo di farsi le vacanze romane. È il momento di capire se siamo capaci o meno di ottenere il cosiddetto Decreto Molise. Io vado ogni settimana a Roma e cerco di fare la mia parte. È arrivato il momento che anche loro si diano da fare».
Assalto lanciato. Ma è pronto a diventare commissario della sanità allora? «Io sono pronto perché non mi chiamo fuori dalla responsabilità di difendere le ragioni dei molisani e della regione Molise. Quindi lo farei tranquillamente e sicuramente non andrei prono ai tavoli ministeriali».
r.i.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*