Ha trovato una situazione migliorata rispetto al quadro iniziale, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano nel sopralluogo che ha svolto ieri pomeriggio a Petacciato sul fronte della frana di Petacciato. Una frana, ha spiegato, che «cuba 4 chilometri quadrati per un fronte di circa 2 chilometri che impatta in due direzioni diverse. La prima sul paese, dove si registrano una cinquantina di cittadini che hanno dovuto lasciare in via precauzionale le proprie case e la seconda legata essenzialmente alla viabilità su gomma e ferroviaria, escludendo la strada statale 16 che è già interdetta a causa purtroppo del crollo del ponte sul fiume Trigno, e che interessa l’autostrada A14 e ovviamente la linea ferroviaria adriatica».
In base a questo quadro migliorato, valutato costantemente dal Dipartimento attraverso i dati trasmessi dai sensori installati lungo le infrastrutture strategiche su cui ha impattato il riattivarsi della frana, una delle più grandi d’Europa, «ci sarebbe la possibilità di ripristinare la viabilità ferroviaria e autostradale anche in relativamente brevi». Ma, ha aggiunto Ciciliano nel punto stampa realizzato davanti al Municipio del paese, «bisogna essere certi del fatto che la frana si sia fermata come appare essere, quindi stiamo aspettando l’esito finale della valutazione dei tecnici per poter prendere poi la migliore decisione possibile».
La frana, di quelle intermittenti, ieri pomeriggio appariva dunque ferma. Nel distacco di martedì si è spostata di circa 1,30-1,20 metri. Adesso è ferma e ci auguriamo che resti ferma il più a lungo possibile». Questo però si potrà sapere solo in seguito e dopo un continuo monitoraggio.
Quando si parla di ripristino della viabilità, ha spiegato ancora il capo dipartimento della Protezione civile, non vuol dire «tutto o nulla. C’è un ripristino inizialmente parziale che potrebbe interessare un’unica strada, che potrebbe essere a senso unico alternato e, per quanto riguarda la linea ferroviaria, una riduzione della velocità di percorrenza e una riduzione del numero dei convogli/ora, quindi della frequenza di transito. Questa soluzione tecnica, ancorché non ottimale, è sempre meglio di avere un asse stradale e un asse ferroviario completamente bloccati, che impedisce lo spostamento dei cittadini anche in condizioni normali».
Conferme che si va in questa direzione sono arrivate, pochi minuti dopo le dichiarazioni di Ciciliano in Molise, dall’esito del vertice a Roma con il ministro Salvini (servizio a pagina 2, ndr). Meglio una riapertura seppure parziale o a scartamento ridotto che un blocco totale prolungato di un asse importante per la viabilità nazionale ma anche «per la vita ordinaria del Molise e dell’Abruzzo. Ci sono gli studenti universitari che si debbono spostare, ci sono i lavoratori pendolari. Ho parlato col ministro Bernini – ha detto a questo proposito – per chiedere ai rettori delle quattro università più importanti del territorio, Foggia, Unimolise, Chieti e Teramo, di invogliare in questo periodo di contingenza una didattica a distanza che possa ridurre il carico del trasporto passeggeri per renderlo fruibile a coloro i quali non possono farne a meno».
Durante la riunione che si è svolta in Comune, a cui hanno preso parte il sindaco Antonio Di Pardo e la prefetta di Campobasso Michela Lattarulo, si è parlato anche del progetto di consolidamento e mitigazione della frana, un intervento da 27 milioni per costruire 13 pozzi di raccoglimento delle acque che si muovono “sotto” il terreno. Il bando per l’avvio dei lavori era a un passo dall’assegnazione. All’esito del nuovo movimento, così Ciciliano, «bisognerà rivedere la parte di carattere progettuale. È di tutta evidenza che la soluzione è sicuramente buona come opera idraulica. Vanno rivalutati la profondità dei pozzi e il numero dei pozzi per realizzare nella migliore maniera possibile l’efficacia dell’opera che era stata prevista».
Per quanto riguarda gli sgomberi ordinati dal sindaco in paese, «in maniera molto saggia», il capo della Protezione civile ha detto che saranno effettuate successivamente «valutazioni tecniche insieme ai colleghi dei Vigili del fuoco che non smetterò mai di ringraziare per il loro contributo. È ovvio che ci saranno cittadini che potranno fare rientro, mi auguro tutti. Coloro i quali non potranno rientrare nelle proprie case perché definitivamente non agibili a causa della frana, dovranno trovare una sistemazione definitiva alternativa e sicuramente il Comune insieme alla Regione provvederà in questo senso». ritai

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