Eric Francescangeli alla guida della Chirurgia robotica e mininvasiva applicata alla ginecologia.
La proposta di nomina del professionista in forze da qualche settimana al Cardarelli di Campobassp è stata formalizzata dopo la proposta del direttore del Bipartimento della donna e del bambino, Vincenzo Biondelli, ai vertici dell’Asrem.
La decisione, sottolineano da via Petrella, segna l’avvio di una strategia volta a ridurre la mobilità passiva e a garantire ai cittadini molisani standard assistenziali di livello internazionale.
Francescangeli, specialista in Ginecologia e Ostetrica, è una figura di riferimento nel settore, con una consolidata esperienza nell’impiego di tecniche laparoscopiche e chirurgia robot-assistita. Il suo profilo è caratterizzato da elevati volumi operatori nel trattamento delle principali patologie ginecologiche, sia benigne che oncologiche, seguendo le più recenti evidenze della letteratura scientifica globale.
L’incarico non riguarda solo l’attività di sala operatoria, ma si inserisce in un più ampio progetto di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Tra i punti cardine del programma: un’integrazione efficiente tra i diversi presidi per la gestione dei percorsi chirurgici, l’applicazione rigorosa delle linee guida delle principali società scientifiche, la riduzione delle complicanze e dei tempi di degenza post-operatoria grazie alla precisione della chirurgia robotica, lo sviluppo di programmi di training avanzato per il personale medico e sanitario locale e un monitoraggio continuo per garantire trasparenza, equità di accesso e priorità basata sull’appropriatezza clinica.
L’obiettivo dichiarato della direzione strategica aziendale, guidata da Giovanni Di Santo, è rendere il Molise un polo attrattivo per la chirurgia mininvasiva ad alta complessità. Proprio la chirurgia robotica rappresenta oggi l’approccio più avanzato per migliorare gli esiti clinici grazie alla massima precisione del gesto chirurgico, assicurando un modello di cura più sostenibile e innovativo, capace di offrire risposte d’eccellenza “in casa”, limitando così la necessità per i pazienti di doversi rivolgere a strutture fuori regione.

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