Ammalarsi di lavoro fino a rischiare la propria vita. Sull’orlo del baratro si è trovata una dipendente della Fisiomedica Loretana di Toro. Da quasi dieci mesi lei e gli altri lavoratori non percepiscono lo stipendio, nonostante siano in servizio ogni giorno con dedizione e responsabilità. Ma per la donna il ‘peso’ da portare sulle spalle è ancora più pesante: sono disoccupati il marito e il figlio. E dunque fa i salti mortali per mettere finanche qualcosa in tavola. Perciò, disperata, un giorno chiede ai proprietari della Fisiomedica il pagamento di una mensilità. Di fronte all’ennesimo ‘no’, si sente male. Dà di stomaco, inizia a piangere, ha un’ischemia cerebrale, come constatano prima il 118, arrivato a Toro per prestarle soccorso, e poi i medici dell’ospedale ‘Cardarelli’ dove viene ricoverata.

Accade sette giorni fa. Poi la signora decide di riferire la sua drammatica vicenda a Primo Piano Molise. E’ ancora sotto choc e racconta tra le lacrime quello che le è successo. Una storia di sofferenza e di stenti. L’anno scorso un altro trauma: non riuscendo a pagare l’affitto di casa (anche in quel caso per il ritardo con cui le veniva corrisposto lo stipendio dalla Fisiomedica), le viene recapitata l’ingiunzione di sfratto. Solo in extremis e grazie alla generosità di alcuni conoscenti riesce a evitare di non avere nemmeno più un tetto sulla testa.

“In questi anni ho accumulato troppi dispiaceri e ingoiato tanti bocconi amari – dice con un filo di voce – fino a sentirmi male perché loro (i proprietari della Fisiomedica, ndr) mi dicono che non hanno soldi per pagare gli stipendi. Io ho sempre lavorato, ma come faccio a mangiare se anche mio marito e mio figlio non lavorano? Non è giusto…”

La donna si è rivolta ad un avvocato, Marilena Brandi, per far valere le sue ragioni. Ma questa storia è solo la punta di un iceberg di quello che sta accadendo a Toro. Nella struttura, sarebbero stati licenziati altri quattro dipendenti: un medico specialista, due operatori e un manutentore. Storie delicate anche in questi casi: una delle due operatrici mandate via ha un figlio con problemi di salute, il manutentore – a 50 anni – ha una famiglia sulle spalle. Viene mandato via nonostante sia una figura fondamentale per la funzionalità dell’edificio. “Quando piove, l’acqua entra e siamo costretti a mettere le bacinelle nelle camere”, raccontano alcuni lavoratori. “Senza parlare delle carrozzine per i disabili che arrugginiscono per l’umidità”.

I dipendenti, oltre a non ricevere lo stipendio (“a causa della cattiva amministrazione dei soldi pubblici”), parlano di mobbing: “Chi si è iscritto ad un sindacato riceve continuamente lettere di richiamo”. Chi ha trovato il coraggio di parlare dopo aver sopportato in silenzio per tanto tempo va oltre: “Hanno lavorato extrabudget, accogliendo pazienti in più ma avendo a disposizione meno operatori e ora non sanno come fare”. La Fisiomedica Loretana, infatti, è una delle strutture abilitate dalla Regione per la riabilitazione e, in quanto tale, riceve un budget preciso. Ma quando viene sforato, ecco che i conti non tornano più. Il che ha causato una serie di contenziosi giudiziari tra Fisiomedica da una parte e la Regione Molise dall’altra.

Quindici giorni fa l’Azienda sanitaria regionale ha liquidato il primo bimestre 2015. Ma i lavoratori non hanno ricevuto nemmeno una mensilità. “Se l’Asrem ogni due mesi eroga gli importi dovuti alla Fisiomedica, perché poi non arrivano nelle nostre tasche? Noi vogliamo sapere il nostro futuro qual è? Lavorare senza essere retribuiti? Essere trattati con disprezzo e presunzione come avviene ora?”, si sfogano. Domande a cui ora vogliono risposte, a cominciare da domani pomeriggio, quando alle 17 è in programma in Prefettura a Campobasso il tavolo convocato dal prefetto Francescopaolo Di Menna e a cui parteciperanno la proprietà della Fisiomedica, l’Asrem, la Regione Molise e i sindacati. La riunione è stata chiesta dai rappresentanti di Cisl e Ugl Anna Valvona e Nicolino Libertone. Anche una delegazione dei lavoratori parteciperà all’incontro, mentre altri saranno in piazza Pepe per un sit-in per denunciare le ingiustizie subite in questi anni.

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