Il giorno di Pasqua, la 15esima vittima. Il 97enne trasferito dal Ss Rosario sabato pomeriggio al Cardarelli è deceduto domenica. Era risultato positivo al tampone effettuato dopo il suo arrivo, insieme ad altri cinque ospiti della casa di riposo di Cercemaggiore, al Vietri di Larino.
Ieri, invece, una giornata tranquilla. Nessun nuovo contagio diagnosticato, 14 i tamponi in più processati.
Il bollettino del 13 aprile
Sono 257 i casi di Covid-19 in Molise dall’inizio dell’emergenza, 2.486 i tamponi somministrati e ‘letti’. Aumenta di pochissimo l’ospedalizzazione: un uomo di Montenero, risultato positivo qualche settimana fa e che finora era assistito al domicilio, è stato accompagnato a malattie infettive del Cardarelli. Nessun nuovo ricovero, invece e ormai da giorni, in terapia intensiva. Gli asintomatici isolati a casa sono 170, 25 i clinicamente guariti (dimessi dall’ospedale) e 15 le persone ufficialmente guarite (negative a due tamponi eseguiti a distanza di 24 ore).
Due medici militari e tre infermieri al Ss Rosario
Arrivano oggi due medici militari campani che presteranno servizio, in base alla disposizioni della direzione sanitaria dell’Asrem, al Ss Rosario dove si trovano 15 anziani, positivi, trasferiti dalle strutture che li ospitavano a Cercemaggiore e Agnone. La presenza dei camici bianchi sarà un supporto importante per infermieri e oss che si occupano dell’area Covid. A rinforzo del contingente già al lavoro a Venafro, sempre oggi prendono servizio pure altri 3 infermieri.
Prosegue lo screening sulle case di riposo
Dopo i contagi riscontrati a Cercemaggiore e Agnone, è proseguito – fin qui con esito assai favorevole poiché non ne sono emersi altri – lo screening sulle case di riposo. Sono 40 le strutture molisane che ospitano circa 1.800 persone. Le ultime ad essere ‘mappate, quelle di Isernia e Vinchiaturo: in entrambi i casi, tamponi negativi. Ospiti e operatori delle rsa restano, insieme al personale sanitario – ha detto il dg dell’Asrem Florenzano ieri – target prioritario. A cui potrebbe essere indirizzata anche l’attività di verifica con i test rapidi sierologici che l’azienda ha acquistato (2mila): ove emergessero positività si procederebbe con il tampone, poiché i kit sierologici non hanno valore diagnostico.
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