La messa in sicurezza del viadotto del Liscione è finita nelle mani sbagliate. Arriva in Parlamento il caso degli interventi previsti dal programma di Anas per la statale 647 appaltati alla Amec srl di Santa Venerina. Cinquanta milioni di lavori affidati a una società che per la procura di Catania sarebbe guidata dalle stesse persone che sono state arrestate il 21 febbraio scorso per la bancarotta della Tecnis, spa finita sotto sequestro in una inchiesta antimafia.
Si tratta di Francesco Domenico Costanzo e Concetto Bosco. Secondo gli inquirenti, infatti, Amec sarebbe l’acronimo di “Ancora Mimmo e Concetto”. Dalle indagini dei militari del nucleo di Polizia economica finanziaria della GdF di Catania è emerso che la società sarebbe beneficiaria di un affitto d’azienda operato da “Cogip infrastrutture srl” e risulta aggiudicataria di commesse pubbliche come ‘’appalto dell’Anas da 50 milioni di euro per lavorare in Molise.
Interventi di fondamentale importanza, pari alla strategicità dell’arteria interessata diventata drammaticamente evidente nell’estate del 2018, quando in seguito al terremoto del 15 agosto i viadotti sull’invaso del Liscione restarono chiusi a lungo per le verifiche e la messa in sicurezza del caso. Il Molise, di fatto, era tagliato in due. Se però è fondamentale ristrutturare i ponti, lo è anche assicurarsi che i lavori non finiscano nelle mani sbagliate, a compagini coinvolte in vicende giudiziarie e operazioni antimafia che oltre alla legalità mettono a repentaglio l’esecuzione stessa delle commesse. Il governo ha a disposizione gli strumenti adeguati per evitarlo, intervenendo proprio sull’affidamento delle opere.
Il deputato dei 5 Stelle Antonio Federico ha presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture De Micheli, dalla quale si potranno avere informazioni sulle intenzioni del governo sul punto.
Il documento fa il punto sul primo lotto di lavori, fra Guardialfiera e Larino. Sul viadotto Molise I sono infatti previsti l’adeguamento delle barriere, il consolidamento e l’impermeabilizzazione degli impalcati, la realizzazione del sistema di raccolta liquidi. Federico chiede se il ministro sia a conoscenza dei fatti descritti e quali iniziative intenda assumere per assicurare la regolarità dei lavori sul viadotto Liscione. «Ci aspettano mesi duri, durante i quali dobbiamo far di tutto per permettere al sistema Paese di ripartire senza perdere tempo. Le opere pubbliche, soprattutto quelle strategiche, sono linfa vitale per l’economia – evidenzia il parlamentare pentastellato molisano -. quindi vanno tutelate in ogni ambito».

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