Continuano a salire i contagi per coronavirus in Italia: 481 nuovi casi registrati in un giorno. Il governo ha convocato ieri pomeriggio un incontro urgente con le Regioni.
Il ministro Francesco Boccia ha coordinato il summit in videoconferenza. Stretta in arrivo per chi rientra (dalle vacanze prevalentemente quindi) da Croazia, Grecia, Malta e Spagna. Paesi in cui la diffusione del contagio è preoccupante, anche in base a quanto appurato dai dipartimenti di prevenzione delle Asl italiane. Numerosi i casi, soprattutto al Nord, di giovani rientrati dalla Croazia e positivi al Covid, ieri un ragazzo di Vasto rientrato da una vacanza studio a Malta è stato ricoverato a malattie infettive del San Pio.
Il ministro della Salute Roberto. Speranza ha condiviso coi presidenti l’ordinanza approntata per fronteggiare i danni collaterali delle seconde ondate della pandemia che nel mondo sono già evidentemente arrivate. Le ipotesi su cui ha lavorato coi suoi tecnici sono tre: «Sottoporli (chi rientra, ndr) a test antigene nei luoghi in cui arrivano; presentare certificato di test negativo fatto nelle 72 ore precedenti; comunicare il rientro alla Asl di appartenenza per effettuare un tampone nelle 48 ore successive», ha spiegato il ministro della Salute al termine del vertice. In serata ha firmato il provvedimento. Tamponi nei porti e aeroporti italiani, dunque, o una volta rientrati nel luogo di residenza presso le strutture sanitarie (nel nostro caso al Cardarelli). Essere risultati negativi, per esempio, in Croazia anche un giorno prima della partenza non esclude il contagio. L’incubazione, come è noto, dura qualche giorno.
Osservazioni poste dal presidente della Puglia Emiliano e che il governatore Toma ha trovato condivisibili. Oltre a loro due, fra gli altri, hanno preso parte all’incontro Luca Zaia (Veneto), Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Alberto Cirio (Piemonte), Marco Marsilio (Abruzzo) e diversi assessori regionali.
«Sono d’accordo con Emiliano, come dimostrano i contagi riscontrati fra i migranti che ospitiamo il fatto di essere negativi ai test alla partenza non è una garanzia. Appena avrò letto la stesura definitiva dell’ordinanza di Speranza – ha dichiarato Toma a Primo Piano finito il vertice – verificherò insieme al comitato tecnico scientifico la possibilità di mettere in campo misure anche più restrittive. Sono del parere, proprio perché una positivizzazione non si può escludere, che sarebbe utile disporre la quarantena per chi rientra dai Paesi a rischio». Fra un mese si torna a scuola, il periodo è quindi da bollino rosso. «Non possiamo sbagliare adesso. L’Italia è al momento un Paese sicuro, siamo quelli che tengono meglio sotto controllo la diffusione. Comprendo, certo, che chi è partito per la vacanza non sapeva che al rientro avrebbe dovuto mettere in conto 14 giorni di quarantena. Ma è una valutazione che in un’emergenza sanitaria come questa credo che le istituzioni debbano fare e approfondire», ha proseguito Toma.
Altro tema affrontato col governo quello delle discoteche: una stretta che permetta di tenerle aperte o di riaprirle dove sono ancora chiuse. Infine, su sollecitazione dell’Abruzzo e del Molise, le Regioni hanno chiesto al governo di accelerare la realizzazione degli ospedali e percorsi Covid. Lo stesso ministero della Salute ha scritto ai governatori prefigurando quattro scenari e chiedendo di prepararsi anche con le scorte a una seconda ondata. Appalti e acquisti previsti dai piani approvati, per il Molise quello incentrato sul Cardarelli, competono all’ufficio del commissario straordinario Arcuri. Il tempo però stringe, i presidenti chiedono di fare presto.

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