I tamponi processati nelle ultime ore, 179. I contagi sono venuti fuori solo dal cluster Grecia: familiari e contatti stretti dei primi due campobassani che al rientro dalle vacanze al di là dell’Adriatico di uno dei due sono risultati positivi. Pre ospedalizzazioni e altri tipi di controllo che l’Asrem esegue, invece, non hanno rivelato casi di Covid.
Ma Campobasso, e insieme il Molise, ripiombano in un clima pesante: 11 positivi finora dal focolaio identificato venerdì. Nove quelli comunicati nel bollettino di ieri: si tratta di familiari dei primi due e di due ragazzi 17enni che sono stati a contatto sempre con i primi due pazienti. Tutti asintomatici o con pochi sintomi. A prendersi cura di loro, al domicilio, i medici delle Usca in sinergia con i medici di famiglia e gli ospedalieri del Cardarelli.
I tamponi eseguiti nel complesso sono 29.022 (1.188 quelli di controllo). I casi attuali di Covid, 44: 11 del focolaio Grecia.
Lo screening ora naturalmente prosegue su familiari e contatti stretti dei due ragazzi e degli altri risultati positivi ieri. E su numerose strutture che sono state frequentate dalle persone risultate contagiate. Che in queste settimane, anche per via di cerimonie e feste familiari che erano in programma, sembra abbiano svolto una normale vita di relazione (anzi più frenetica del solito), per esempio recandosi in un centro estetico della città ma anche in altri esercizi commerciali. Contatti già ricostruiti, in molti sono stati chiamati dall’Asrem per sottoporsi al test diagnostico.
Non nasconde la preoccupazione ma anche l’irritazione il governatore Donato Toma. «Ma ci rendiamo conto? Queste persone hanno preso aerei, navi, dormito in gruppo. Io non capisco perché andarsi a rovinare per fare una vacanza in Grecia! L’Italia ha posti bellissimi, è uno dei Paesi più tranquilli al momento per il contenimento del virus, viviamo un rischio accettabile. Ci siamo tanto sgolati tutti a dire: quest’anno facciamo le ferie in Italia, in Molise. E invece… Comprendo che ci sia un’età dell’incoscienza, ma io i miei figli in Grecia non li avrei mandati. O quanto meno mi sarei fatto sentire. Non era questo il momento di andare in vacanza all’estero».
Toma teme che la nuova ondata metta in difficoltà il tessuto produttivo, l’impresa del turismo che sta decollando nonostante tutto. E teme che il sistema sanitario possa andare in affanno. Nonostante l’ok al piano che prevede il centro Covid all’ex hospice del Cardarelli, infatti, non ci sono ancora notizie da Roma sulla sua attuazione. «Mi aspetto – conclude – una convocazione a ore. Arcuri deve accelerare l’iter, non possiamo arrivare a ottobre senza il rafforzamento della nostra rete ospedaliera».
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