La terminologia, almeno quella, richiama situazioni piacevoli. Drive through (o drive thru) e drive in indicano negozi o ristoranti in cui si viene serviti restando in macchina, o un cinema all’aperto in cui si può seguire il film nella propria vettura.
Da marzo, in Italia sono termini accostati al Covid: strutture di agevole allestimento e coordinamento per ottimizzare i tempi e ‘tamponare’ quante più persone possibile per la ricerca del Sars-Cov2. Le regioni più popolose o più colpite ne hanno organizzati parecchi già nella prima fase. Le altre si stanno muovendo da qualche mese. Adesso, a supporto, arriva l’Esercito.
Con l’operazione Igea, il team interforze della Difesa invia sui territori 200 team per incrementare la giornaliera di effettuare tamponi: le circa 1.400 unità impegnate sono in grado di eseguirne fino a 30.000 al giorno.
Una squadra – composta da un ufficiale medico, due sottufficiali infermieri e due militari per il supporto logistico – è in arrivo in Molise. Ieri la comunicazione del Coi al presidente della Regione Donato Toma. I test effettuati in postazione saranno poi consegnati al laboratorio del Cardarelli (al momento è l’unico autorizzato in Molise ma oltre a quelli dei convenzionati si sta pensando di ampliare la rete dei laboratori pubblici per il Covid) dallo stesso team della Difesa.
Inoltre, sono otto le unità per il contact tracing che saranno assunte per la regione: tre amministrativi e cinque operatori sanitari. Oggi esce il bando per reclutare i ‘cacciatori’ del virus fondamentali per rafforzare gli organici dei dipartimenti di Prevenzione.
«Sono i risultati delle nostre interlocuzioni e azioni quotidiane», sottolinea il governatore. Che
Lunedì la firma dei commissari in calce all’autorizzazione per i privati (quanto meno all’effettuazione e processazione degli antigenici per i propri pazienti in entrata o in uscita).
De Luca chiuderà presto la vicina Campania e chiede il lockdown per tutti. Toma risponde: «Governa nel suo territorio, noi non abbiamo i numeri che si trova a fronteggiare lui». E aggiunge: «Noi stiamo facendo il massimo che possiamo fare, anche con l’assalto alla baionetta per dirla così». Intendendo: con i mezzi a disposizione del Molise. «La direzione dell’azienda sanitaria mi ha relazionato sui lavori in corso per liberare spazio utile ad aumentare i posti di malattie infettive e per riorganizzare i percorsi negli ospedali», ancora il presidente. Che chiude con un’altra metafora bellica: «Diciamo che stiamo scavando le trincee. L’assalto ancora non c’è, ma ci stiamo preparando».

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