Concessione di benefici integrativi ai medici che accettano incarichi presso l’ospedale di area particolarmente disagiata “San Francesco Caracciolo” di Agnone, al fine di «favorire il reclutamento e la permanenza del personale medico e contrastare il rischio di declassificazione e ridimensionamento del presidio ospedaliero».
È l’iniziativa messa in campo dalla giunta municipale di Agnone, guidata dal sindaco Daniele Saia. Pressato dagli eventi, con la pervicace decisione dei commissari alla sanità di declassare il “Caracciolo” ad ospedale di comunità, quindi a struttura a gestione infermieristica, l’esecutivo di Palazzo San Francesco decide di riproporre un programma di benefici integrativi a favore dei medici che accettano incarichi professionali presso il nosocomio agnonese. Oltre alla remunerazione contrattuale prevista dall’Asrem, il Comune ci mette del proprio, al fine di rendere più appetibile, per i medici, la scelta di venire a lavorare in corsia al “Caracciolo” appunto.
La giunta municipale, nei giorni scorsi, ha varato il pacchetto di benefit che prevede: una contribuzione alle spese a titolo di canoni di affitto, sostenute dai medici che accettano di prestare la propria attività professionale nell’ospedale di Agnone e che si trasferiscono nella città, fissando la misura dell’incentivo in euro 4mila annui per ogni medico; una contribuzione al 50 percento sulle spese documentate di acqua, luce e gas; o concessione gratuita dell’uso di strutture sportive comunali (palestra, piscina, campi sportivi); o accesso gratuito a corsi e attività culturali organizzate dal Comune o da enti convenzionati; o abbonamento gratuito alla stagione teatrale Teatro Italo Argentino; o esonero dal pagamento dei parcheggi strisce blu.
Il tutto «con riserva di altre forme di agevolazione che potranno essere individuate, volte a favorire l’integrazione e la permanenza dei professionisti sul territorio», precisano dall’esecutivo.
L’ospedale “San Francesco Caracciolo” di Agnone, centro ospedaliero attualmente riconosciuto quale ospedale di area particolarmente disagiata, rappresenta, spiegano gli assessori, «un presidio sanitario fondamentale per il territorio dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese e per i Comuni limitrofi, garantendo servizi sanitari essenziali alla popolazione ivi residente».
Negli ultimi anni, tuttavia, si è registrata una crescente difficoltà nel reperimento di personale medico, con «conseguenti criticità nell’erogazione dei servizi e con il concreto rischio di riduzione o sospensione delle attività ospedaliere», vanno avanti dall’esecutivo.
L’Asrem ha attivato procedure per l’assunzione e il reclutamento di medici presso il presidio ospedaliero di Agnone, sottolinea l’esecutivo Saia, «ma l’adesione si è rivelata insufficiente a coprire il fabbisogno».
«Gli eventi più recenti inducono a forte preoccupazione con gravi danni ai servizi sanitari della Città di Agnone e di tutto questo territorio», chiudono dalla giunta.
Per questi motivi, nel tentativo di parare il colpo ed eventualmente invertire la rotta, l’idea di proporre i benefit elencati.
Nelle ultime ore e dopo un incontro con l’Asrem, l’azienda sanitaria regionale si sarebbe detta favorevole alla proposta già presentata in passato da parte dell’amministrazione altomolisana.

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