Un altro duro colpo alla viabilità delle aree interne a cavallo del confine tra l’Abruzzo e l’Alto Molise. E un altro motivo in più per fare in modo che l’Anas riprenda in gestione l’intero tratto della ex statale Istonia nel più breve tempo possibile.
Nella giornata di domenica, complici le piogge torrenziali degli ultimi giorni, due enormi massi sono precipitati dal costone della montagna invadendo la sede stradale del tratto abruzzese della ex statale Istonia appunto. Quel tronco viario, che attraversa l’abitato di Castiglione Messer Marino e conduce in direzione Torrebruna e dunque verso la fondovalle Trigno, ha assunto la denominazione SP 212. La sua continuazione nell’altro verso conduce, passando sul territorio di Belmonte del Sannio, verso l’Alto Molise, fino al bivio di località Secolare, sulla cosiddetta “mulattiera” per intenderci.
Due massi dal peso di diverse tonnellate ciascuno si sono staccati dai costoni a monte della strada provinciale e sono precipitati a valle, invadendo la sede stradale. Per un caso fortuito in quel momento non era in transito alcun veicolo, altrimenti le conseguenze sarebbero state drammatiche.
Uno dei massi ha addirittura attraversato tutta la carreggiata e abbattuto un muretto in pietra a valle della stessa.
Immediatamente è intervenuta sul posto una pattuglia dei Carabinieri della stazione di Castiglione Messer Marino. I militari hanno richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco che hanno eseguito un primo sopralluogo e rimosso gli enormi macigni. La strada, tuttavia, per intuibili motivi di sicurezza, resta chiusa al traffico veicolare, con deviazioni per frazione Valloni di Schiavi di Abruzzo fino a ricongiungersi con la provinciale Schiavi-Castiglione per chi proviene da Torrebruna.
«Abbiamo dovuto disporre la chiusura al traffico veicolare per qualche giorno per permettere le verifiche sul costone a monte della provinciale e per far cadere alcuni ulteriori massi che sono in bilico – spiega alla nostra redazione il consigliere provinciale delegato alla viabilità, Carlo Moro –. C’è necessità di una impresa specializzata che abbiamo già contattato. In base alla loro disponibilità confidiamo di riaprire al più presto».
Il consigliere Moro è lo stesso amministratore che solo nei giorni scorsi, su queste colonne, ha spiegato che l’annunciata ri-statalizzazione della Histonia è in realtà ferma al palo, perché manca la copertura finanziaria. Anas è pronta a riprendere la gestione dell’arteria, con annesso viadotto “Longo” sul Sente e la galleria “La Civita”, entrambi chiusi per motivi di sicurezza, ma chiede al governo centrale e al ministero per le Infrastrutture e trasporti di mettere mano al portafogli e di stanziare le somme necessarie.
Moro ha spiegato, calcolatrice alla mano, che servono almeno 40 milioni di euro aggiuntivi, rispetto agli otto già stanziati, solo per completare la messa in sicurezza del ponte sul Sente e altri dieci milioni di euro per sistemazione della galleria “La Civita”, dove è necessario intervenire sulla calotta che presenta diverse infiltrazioni di acqua.
A queste due emergenze, in qualche modo divenute croniche per l’Alto Molise e Alto Vastese, si somma ora la caduta massi sul tratto dell’Istonia che scende verso la fondovalle Trigno.
Lo scorso anno, in questo stesso periodo, una situazione analoga, con caduta massi, è accaduta sul tratto che da Castiglione va verso l’Alto Molise, proprio sul territorio comunale di Belmonte del Sannio. Fatti che dimostrano di come il territorio interno sia vulnerabile dal punto di vista del dissesto idrogeologico e quindi della viabilità.
Le Province, quella teatina e quella pentra, non hanno la capacità economico-finanziaria di poter intervenire per mettere in sicurezza il territorio e la ex statale Istonia. L’unica via di salvezza, come è ormai chiaro e noto, è la ri-statalizzazione dell’arteria, con il conseguente passaggio alla gestione Anas. Ma, come ha sottolineato il consigliere provinciale Carlo Moro, servono soldi, tanti soldi.

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