«Una situazione surreale. Siamo chiusi in hotel. Non sappiano ancora nulla in merito al nostro possibile rientro in Italia».
Sono le parole inviate alla nostra redazione da Enrico Rusi, manager agnonese, che è rimasto bloccato con la sua famiglia a Dubai in seguito agli eventi bellici che stanno interessando l’intera regione del Golfo in queste ore. Una crisi internazionale che ha colto di sorpresa un po’ tutti, anche i civili, appunto. E non solo il ministro della Difesa del governo in carica.
Il manager agnonese, che da qualche tempo vive a Dubai con la moglie e i tre figli per motivi di lavoro, non nasconde la sua preoccupazione. «La notte dell’attacco è stata davvero brutta – spiega Rusi –. Sul telefono ci sono arrivati in continuazione gli alert e abbiamo udito le esplosioni delle bombe. Anche il mattino successivo sono continuate le esplosioni. Siamo chiusi in hotel».
Una situazione surreale, appunto, trovarsi nel bel mezzo di un’operazione militare con il concreto rischio di rimetterci la vita. «Mi sono iscritto nella lista per poter parlare con la Farnesina – continua il manager agnonese nel suo racconto dal fronte arabo –. È piuttosto difficile parlare con le autorità in Patria, anche le linee telefoniche del consolato sono costantemente occupate. Le autorità consigliano di restare dentro e non muoversi. Lo spazio aereo rimane chiuso, non sappiamo ancora nulla in merito al possibile rientro».
Intanto vi è stata alla Farnesina una riunione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, con gli ambasciatori in Iran e della regione per valutare l’andamento delle operazioni militari di Israele e Stati Uniti. Il ministro ha creato una “Task Force Golfo” che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nei paesi del Golfo.
Il governo italiano ha accolto con favore la collaborazione che i governi del Golfo e le loro linee aeree stanno offrendo ai cittadini bloccati, innanzitutto offrendo assistenza per alloggiare in albergo. L’ambasciata negli Emirati e quella in Qatar sono riuscite a far spostare dagli aeroporti in alberghi tutti i passeggeri in attesa.
Al momento, tuttavia, non ci sono previsioni di riapertura degli aeroporti.





















