I primi italiani, in particolare studenti, stanno rientrando, in queste ore, da Dubai e dalle altre zone dell’Oriente dove erano stati chiusi aeroporti e spazi aerei in seguito alle operazioni militari condotte dall’esercito statunitense e da Israele.
La famiglia agnonese bloccata a Dubai, invece, dovrà ancora attendere. «È un vero casino – spiega il manager agnonese Enrico Rusi, contattato telefonicamente dalla nostra redazione –, ci stanno arrivando diverse comunicazioni, ma non ufficiali».
Il professionista agnonese è rimasto bloccato a Dubai in seguito all’attacco di un drone che ha colpito proprio l’aeroporto internazione della città. La sua famiglia, moglie e tre figli, era in procinto di partire, quando è arrivato l’attacco e i voli sono stati cancellati per intuibili motivi di sicurezza. Da giorni la famiglia vive in albergo, con i continui allarmi per missili e droni che tolgono il sonno e aumentano l’ansia.
«Ieri dalla Farnesina ci hanno inviato una comunicazione con la quale ci consigliavano di raggiungere in autobus l’Oman, a spese nostre, un viaggio di oltre dieci ore di percorrenza, per poi lì trovare un eventuale volo per l’Europa», spiega il manager Enrico Rusi. Un’ipotesi che non lo convince affatto: troppo rischiosa e troppo lunga la tratta, senza tra l’altro avere la sicurezza di trovare un volo disponibile.
Notizie frammentarie e confuse arrivano anche dal Consolato, ma l’idea di Rusi è di attendere qualche giorno ulteriore, in modo che la situazione bellica si calmi.
«Anche durante la notte appena trascorsa ci sono stati attacchi in città di missili e droni, per fortuna intercettati in volo e distrutti – aggiunge al telefono il professionista altomolisano –. So che stanno rientrando gli studenti italiani, mentre per noi cittadini non ci sono ancora certezze. Al momento solo Germania e Slovacchia hanno messo su un piano ufficiale di evacuazione dei propri connazionali. Noi invece non abbiamo avuto comunicazioni dirette dalla Farnesina, anche se mi rendo conto che non deve essere semplicissimo organizzare un’operazione simile. Anche se dobbiamo arrangiarci da soli, non sarà un problema, l’importante è riuscire a rientrare sani e salvi».
«Stiamo lavorando senza sosta per assistere i nostri connazionali rimasti bloccati in Medio Oriente. Per rispondere all’emergenza in corso, stiamo facilitando, insieme alle Ambasciate italiane nella regione e in collaborazione con le autorità locali, alcuni voli di rientro dei connazionali dalla regione del Medio Oriente», ha indicato il Ministro Tajani.
Per la giornata di oggi è già stato programmato un ulteriore volo da Mascate (Oman). È stato inoltre approntato un meccanismo di trasferimento via autobus dagli Emirati Arabi Uniti all’Oman: i primi spostamenti, secondo la Farnesina, sono già in corso.
Le istruzioni per i trasferimenti sono inviati a chi si trova negli Emirati ed è registrato sulla app “Viaggiare Sicuri” o sul sito www.dovesiamonelmondo.it.
Un analogo sistema è in corso di predisposizione da Kuwait, Bahrein e Qatar verso l’Arabia Saudita.
Francesco Bottone






















