Tutto lo stato maggiore del centrodestra pentro e agnonese in conclave a palazzo Bonanni, nel pomeriggio di giovedì, in Agnone. Movimenti e personalità che non sono certo passati inosservati.
Motivo dell’incontro quasi clandestino, trovare un accordo, mettendo insieme più istanze e aspirazioni, forse addirittura ambizioni personali più o meno legittime, su un nome credibile da proporre alla cittadinanza quale candidato sindaco da opporre al ricandidato e favorito Daniele Saia.
Regista, nemmeno troppo occulto dell’operazione, l’assessore regionale Andrea Di Lucente, che solo nelle ultime settimane ha preso le distanze da Saia, almeno apparentemente, dopo un lungo flirt che ha visto come apoteosi dell’inciucio, di chiaro stampo democristiano, l’elezione del sindaco di Agnone alla presidenza della Provincia di Isernia con la formula che i politologi definiscono dell’anatra zoppa. Tra i presenti, giovedì pomeriggio ad Agnone, anche il sindaco di Pescolanciano, Manolo Sacco, un tempo uomo fidato dell’assessore regionale Di Lucente, ma che pare ultimamente sia entrato in attrito con il suo mentore, per motivazioni non ancora note ai più.
Nel frattempo, invece, il feeling tra Sacco e Saia è andato rafforzandosi e questo “patto d’acciaio” che sta puntellando la Provincia, potrebbe trasferirsi presto a palazzo San Francesco.
Tra gli altri “porporati” che hanno preso parte al conclave anche Desio Notardonato di Fratelli d’Italia e ovviamente gli esponenti locali di quel che resta del centrodestra, a cominciare dall’attuale consigliere comunale Vincenzo Scarano, convertitosi alla Lega negli ultimi anni, sedicente leader di un’opposizione inesistente.
C’erano anche Tonino Scampamorte, ex assessore comunale delle precedenti giunte di centrodestra, e il noto imprenditore Domenico Di Pasquo, pronti a fornire i propri pacchetti di voti più che a scendere in campo direttamente.
Unica presenza interessante, anche dal punto di vista dei cronisti politici, quella dell’ex sindaco Lorenzo Marcovecchio, il solo ad avere un “movente” per tentare di ricollocarsi sullo scranno più alto di palazzo San Francesco. La sua esperienza da primo cittadino venne infatti prematuramente e bruscamente interrotta dopo una sorta di operazione “cavallo di Troia” ordita da Saia con la complicità dell’allora vicesindaca Linda Marcovecchio.
Altra novità importante, inedita per la verità, è stata la presenza, al tavolo di quella riunione a palazzo Bonanni, di Ivan Forte, già commissario regionale o comunque vicario della Lega, notoriamente uomo vicinissimo all’europarlamentare Aldo Patriciello. Proprio Forte avrebbe fatto da sponsor, in nome e per conto dell’onorevole Patriciello, ovviamente, per uno degli convenuti seduti attorno a quel tavolo: il consigliere comunale di minoranza Vincenzo Scarano. Una sorta di incoronazione da remoto, da Bruxelles ad Agnone, passando per Venafro.
Il diretto interessato, e ci mancherebbe altro, avrebbe anche palesato la propria disponibilità a correre per la fascia tricolore di Agnone, questo almeno dicono le indiscrezioni trapelate dalle silenziose stanze di palazzo Bonanni.
Una riunione quasi carbonara, interlocutoria, dalla quale non è uscito ancora il nome del candidato sindaco in pectore del centrodestra.
Fumata nera, dunque, dal conclave agnonese, con la situazione che è ancora tutta in divenire alla ricerca di un papabile da scagliare contro la corazzata al cui timone resta saldamente il socialista-democristiano Saia.
Quel che è certo, tuttavia, è che la Lega di Patriciello è in pressing sul resto della coalizione per imporre il proprio candidato. Francesco Bottone

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