«Tutto l’Alto Vastese è a rischio isolamento, con poche provinciali residue rimaste aperte, spesso ad una sola corsia, ma il problema serissimo è quello dei collegamenti verso Agnone, quindi con l’Alto Molise». Così l’assessore regionale abruzzese, Tiziana Magnacca, che nella mattinata di ieri ha accolto a Castiglione Messer Marino il capo della Protezione civile regionale, il direttore Maurizio Scelli. Inevitabile affrontare il punto dolente dell’intera vicenda, la possibile riapertura parziale al traffico, vista la situazione di emergenza in due regioni confinanti, del viadotto tra Castiglione Messer Marino e Belmonte del Sannio. Con il tracciato della ex statale Istonia, meglio nota come “mulattiera”, in totale dissesto a causa di almeno due frane importanti e decine di smottamenti lungo tutto il percorso, sia sul territorio molisano che su quello abruzzese, il viadotto “Longo” potrebbe davvero rappresentare l’unico collegamento viario.
Tra l’altro, ad una prima ricognizione, sembra essere l’unica infrastruttura viaria che non ha subito danni dalla importante fase di maltempo appena trascorsa che ha invece demolito l’intera rete stradale di zona. Sul punto, tuttavia, sollecitato a riferire proprio dall’assessore Magnacca, il direttore della Protezione civile regionale dell’Abruzzo, è stato piuttosto categorico. «Sul ponte Sente l’Anas, fino ad oggi, è stata irremovibile – ha spiegato il direttore Scelli –. Ci ha detto che non c’è nessuna possibilità che possa essere riaperto. Neanche in deroga, solo per il traffico leggero, non c’è stato niente da fare».
Intanto i sindaci, in trincea, fanno il loro, con i pochi mezzi a disposizione. Proprio la sindaca di Castiglione Messer Marino, Silvana Di Palma, ha spiegato che «in somma urgenza stiamo sistemando una strada interpoderale che dal nostro territorio raggiunge quello di Belmonte del Sannio. In tal modo riusciremo ad arrivare sotto l’abitato di Belmonte e quindi alle porte di Agnone, ma è ancora tutto da vedere». L’assessore Magnacca ha insistito con il capo della Protezione civile, nel tentativo di provare giocarsi tutte le carte per convincere Anas a cedere e riaprire il viadotto “Longo”: «Agnone rappresenta, per il territorio dell’Alto Vastese, l’ospedale più vicino. Ci sono molti dializzati che fanno riferimento a quella struttura sanitaria. La vecchia strada, la ex statale Istonia, presenta diversi danni sul tratto di competenza della Provincia di Chieti, ma dal versante del Molise è franata completamente. Però il collegamento con l’Alto Molise va assolutamente ripristinato, perché oltre all’ospedale ci sono anche le scuole superiori, e molti ragazzi dai nostri paesi frequentano gli istituti scolastici agnonesi».
Proprio in tema scuola, già dalla giornata di ieri la dirigente scolastica dell’istituto “D’Agnillo” di Agnone, la preside Maria Rosaria Vecchiarelli ha attivato la didattica a distanza. Il direttore della Protezione civile ha sorvolato, con l’elicottero della Guardia di Finanza, tutto il territorio dell’Alto Vastese, scattando delle foto aeree sulle maggiori frane e anche quella verso località Secolare di Agnone, che di fatto taglia i collegamenti tra l’Alto Molise e l’Alto Vastese, è stata attenzionata. Si tratta ora di capire quali sono le priorità e soprattutto le competenze, atteso che la Protezione civile regionale dell’Abruzzo non può operare in un territorio di un’altra regione. Subito dopo questo primo report, i sindaci hanno accompagnato il direttore Scelli sulla frana, imponente, che ha divorato un tratto della ex statale Istonia, quello che conduceva verso l’imbocco delle gallerie che, a loro volta, permettevano di arrivare verso l’imbocco del viadotto Sente. Resosi conto della situazione di completo isolamento, il direttore Scelli è tornato sulla questione ponte Sente, comprendendo che è davvero l’unico collegamento viario tra le due regioni che non ha subito danni. «Ho già sentito Anas su questa problematica e ho cercato di convincerli in tutti i modi, ma sono irremovibili, perché a loro dire non ci sono le condizioni minime di sicurezza per riaprire, neanche con un senso unico alternato». «Bisogna capire se effettivamente ci sono delle motivazioni tecniche che ne impediscono la riapertura anche parziale. – ha chiuso il direttore Scelli – Ne parlerò direttamente con il Dipartimento nazionale di Protezione civile, perché è evidentemente da lì che deve arrivare la decisione di riaprire anche a traffico limitato, con una serie di accortezze tecniche e per un tempo limitato».
Francesco Bottone

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