Oltre sei milioni di euro per unire sviluppo turistico, sicurezza infrastrutturale e ricucitura delle aree interne. La conferenza stampa di presentazione del progetto della Circumlacuale del lago di Guardialfiera, ospitata ieri pomeriggio a Palazzo Loreto, non è stata un semplice momento illustrativo, ma il punto di sintesi di un percorso politico e amministrativo lungo anni, nato da un’emergenza e diventato oggi una visione strutturata di futuro per un’ampia porzione del Molise. Al centro dell’incontro, il finanziamento europeo destinato al ripristino funzionale della percorribilità circumlacuale e alla valorizzazione ambientale dell’area del lago. Un investimento che, come ha sottolineato il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, assolve a una duplice funzione strategica: «Da un lato lo sviluppo turistico del territorio, dall’altro la ricucitura delle aree interne. Non parliamo solo di riqualificare infrastrutture, ma di creare condizioni di sviluppo e di lavoro». Il progetto coinvolge direttamente i Comuni di Guardialfiera, Casacalenda, Lupara, Larino e Palata, ma la sua portata va ben oltre i confini amministrativi. L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema territoriale integrato, capace di mettere a rete risorse, servizi e identità locali. «Questo è il senso dell’incontro di oggi – ha spiegato Roberti – coinvolgere i sindaci del circondario, fare rete, ottimizzare le economie disponibili e creare sinergie reali. Solo così si può costruire uno sviluppo omogeneo in un’area strategica del Molise». Proprio i sindaci dei comuni vicinori, Sabrina Lallitto, Pasqualino Morinelli, per Larino l’assessore Iolanda Giusti, e Maria Di Lena, hanno affiancato Tozzi e Roberti, mentre l’illustrazione è stata dell’architetto Nicola Guglielmi. La Circumlacuale si inserisce in una strategia regionale più ampia, che punta a utilizzare i fondi europei per compensare una situazione di bilancio complessa e avviare processi di crescita che partano dalla costa e arrivino alle aree interne e montane. «Stiamo lavorando su più fronti – ha ricordato il presidente – da Capracotta, con investimenti legati al turismo e alla funivia, a Campitello Matese, dove esistono criticità storiche che richiedono collaborazione e responsabilità condivisa. Le risorse ci sono, ora serve visione». Per Guardialfiera, questo progetto rappresenta anche una risposta concreta a una ferita ancora aperta. Il sindaco Angelo Tozzi ha ripercorso le origini dell’idea, nate subito dopo il terremoto del 2018, quando il paese si ritrovò improvvisamente isolato a causa della chiusura dei ponti. «Ricordo bene quella mattina – ha raccontato – fermai il presidente Toma insieme al prefetto di allora e decidemmo di riaprire la vecchia bretella. Era l’unico modo per garantire una minima viabilità». Da quell’esperienza emergenziale è maturata una consapevolezza: la fragilità infrastrutturale non poteva più essere affrontata con soluzioni temporanee. «Da lì è nato tutto – ha spiegato Tozzi – l’idea di recuperare le strade intorno al lago, non per creare un’alternativa veloce alla Bifernina, ma per costruire un’infrastruttura di trasporto lento, capace di valorizzare il paesaggio e il territorio». Ancora oggi, ha ricordato il sindaco, la situazione dei ponti resta complessa e gestita “a singhiozzo”. Ma proprio la bretella riaperta dopo il sisma, oggi parte integrante della Circumlacuale, ha dimostrato quanto una viabilità secondaria ben progettata possa garantire sicurezza e continuità anche durante lunghi lavori di ricostruzione. «Le infrastrutture – ha sottolineato – non sono solo opere tecniche, ma scelte strategiche». Elemento centrale del progetto è la collaborazione tra Comuni. «Ho coinvolto fin dall’inizio i paesi che si affacciano sul lago – Larino, Casacalenda, Lupara, Palata – perché senza rete non c’è sviluppo», ha detto Tozzi. Il recupero delle strade sui diversi versanti è condizione preliminare per qualsiasi politica di crescita: «Dove non arrivano le infrastrutture non possono nascere servizi, attività, strutture turistiche». Il lago di Guardialfiera, per troppo tempo percepito come un problema o come terreno di scontro politico, viene così rimesso al centro. «Deve diventare una risorsa – ha ribadito il sindaco – turistica, economica, ambientale». Una risorsa che va tutelata anche nelle scelte future, a partire dal tema del livello delle acque e dalle opere di adduzione: «Siamo consapevoli delle criticità, ma il lago deve restare vivo per essere fruibile». La Circumlacuale non sarà solo una strada. Il progetto prevede servizi a corredo, aree di sosta, percorsi ciclopedonali e spazi pubblici. Tra gli interventi simbolici, la riqualificazione dell’area del bivio di Guardialfiera, dove sorgerà un anfiteatro recuperato nella sua funzione originaria: «Un luogo – ha spiegato Tozzi – che potrà ospitare manifestazioni anche di livello regionale». Per la Regione, l’opera rappresenta un modello replicabile. «È il frutto di una progettazione seria e di un confronto istituzionale vero», ha concluso Roberti. Per Guardialfiera e i Comuni del lago, è una scelta di futuro. «Una scelta – ha detto il sindaco – che guarda ai giovani, alla qualità della vita, alla possibilità di restare. Ora serve continuità, perché questa infrastruttura diventi davvero il motore di una rinascita sostenibile per tutto il territorio».

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