La chiusura dei centri di raccolta nei comuni del Basso Biferno rischia di trasformarsi rapidamente da problema organizzativo a vera emergenza occupazionale. A lanciare l’allarme è la Uiltrasporti Molise, che denuncia le conseguenze sempre più pesanti di una situazione rimasta irrisolta per mesi e che ora potrebbe ricadere, ancora una volta, sui lavoratori. Dietro i cancelli delle isole ecologiche ferme non ci sono soltanto strutture inattive, ma decine di famiglie che vivono con crescente preoccupazione l’incertezza sul proprio futuro. Per gli addetti impiegati nei centri di raccolta del Basso Biferno il timore è concreto: la sospensione delle attività potrebbe tradursi nel ricorso agli ammortizzatori sociali, con inevitabili ripercussioni economiche e personali. «Non possiamo ignorare che la sospensione delle attività nei centri di raccolta potrebbe tradursi in problematiche occupazionali concrete», denuncia il segretario generale della Uiltrasporti Molise, Nicola Gabriele Scafa. Un richiamo netto, che punta il dito contro ritardi e mancate decisioni da parte degli enti locali. Secondo il sindacato, infatti, la situazione non nasce all’improvviso. Da tempo la Uiltrasporti avrebbe chiesto all’Unione dei Comuni di definire con chiarezza e rapidità il nuovo bando di gara per il servizio, in modo da garantire continuità alle attività e serenità ai lavoratori. Una richiesta che, però, sarebbe rimasta senza risposta. È proprio questo silenzio a preoccupare maggiormente. Perché mentre il confronto tarda ad arrivare, i dipendenti restano sospesi in una terra di mezzo fatta di incertezza, senza sapere se potranno continuare a lavorare, con quali condizioni e per quanto tempo. La vicenda si intreccia inoltre con un’altra criticità che il sindacato definisce non più rinviabile: quella del cantiere Impregico di Guglionesi. Qui, denuncia la Uiltrasporti, circa la metà dei lavoratori sarebbe inquadrata con il contratto Multiservizi, pur svolgendo le stesse identiche mansioni dei colleghi assunti con il contratto dell’Igiene Ambientale. Una differenza che, sulla carta, può sembrare soltanto formale, ma che nella realtà quotidiana si traduce in stipendi più bassi, minori tutele e condizioni economiche differenti per chi svolge lo stesso lavoro. Per il sindacato si tratta di un caso evidente di dumping contrattuale. In pratica, due lavoratori fianco a fianco, impegnati nelle medesime attività, finiscono per ricevere trattamenti diversi soltanto per il contratto applicato. Una disparità che pesa soprattutto sulle buste paga e sui bilanci familiari. «Non è tollerabile che a parità di lavoro corrispondano condizioni economiche e normative differenti», ribadisce Scafa. Ed è proprio su questo punto che la Uiltrasporti chiede un cambio di rotta immediato. La questione assume un rilievo ancora più forte perché riguarda un settore delicato come quello della raccolta e gestione dei rifiuti, un servizio essenziale che regge sulla continuità del lavoro quotidiano degli operatori. Se a venire meno sono le certezze occupazionali, il rischio è che si produca un effetto a catena che finisce per incidere non solo sui dipendenti, ma anche sull’efficienza del servizio nei territori. Nel Basso Biferno, dove i centri di raccolta rappresentano un presidio fondamentale per la gestione dei rifiuti e per il corretto funzionamento della raccolta differenziata, la prospettiva di una lunga paralisi rischia di aprire una nuova stagione di disagi. La Uiltrasporti sottolinea inoltre che le decisioni assunte dai Comuni, proprietari delle isole ecologiche interessate, non possono tradursi in un arretramento delle tutele. Per il sindacato, le amministrazioni hanno la responsabilità di garantire che il passaggio verso il nuovo affidamento del servizio avvenga senza scaricare il peso delle incertezze sui lavoratori. Da qui la richiesta di una convocazione urgente da parte dell’Unione dei Comuni. L’obiettivo è aprire finalmente un tavolo di confronto nel quale discutere i contenuti del nuovo capitolato di gara, inserendo fin da subito garanzie precise sul mantenimento dei livelli occupazionali e sull’applicazione di un contratto unico e adeguato a tutti. La Uiltrasporti si dice pronta al confronto, ma lascia intendere che il tempo delle attese è finito. «Saremo vigili, attenti e pronti a tutelare in ogni sede i diritti dei lavoratori», avverte Scafa. Parole che raccontano un clima di crescente tensione, in un territorio dove il lavoro continua a essere fragile e dove ogni incertezza pesa come un macigno. Per i dipendenti dei centri di raccolta e del cantiere di Guglionesi, la partita che si sta giocando non riguarda soltanto un bando o una questione burocratica. Riguarda il diritto ad avere uno stipendio dignitoso, un contratto equo e la possibilità di guardare al futuro senza la paura di ritrovarsi improvvisamente senza lavoro.
























