Corsa contro il tempo lungo tutta la costa molisana, anche a Campomarino, passando per la zona industriale del Basso Molise, mentre il Biferno continua a crescere e la diga del Liscione scarica a valle quantità d’acqua sempre più consistenti. Il sindaco di Campomarino, Vincenzo Norante, dopo un confronto costante con il prefetto e con il presidente della Regione, ha firmato il provvedimento più grave e delicato: l’evacuazione immediata e precauzionale di tutto Campomarino Lido, con particolare attenzione alle abitazioni vicine agli argini del Biferno, dove il rischio di esondazione viene ormai considerato elevatissimo. L’ordine è stato diffuso con una comunicazione urgente rivolta a tutti i residenti: lasciare le abitazioni, allontanarsi dall’area costiera e collaborare con volontari, protezione civile e forze dell’ordine già schierati sul territorio. Le immagini che arrivano dal litorale raccontano una località svuotata in poche ore, con famiglie costrette a raccogliere in fretta gli effetti personali, automobili incolonnate verso l’interno e un silenzio irreale nelle strade normalmente frequentate da residenti e operatori turistici. La decisione è maturata dopo una mattinata drammatica, in cui il peggioramento delle condizioni meteo e l’aumento della portata del Biferno hanno progressivamente esteso l’area del pericolo. Se nelle prime ore della giornata l’attenzione era concentrata soprattutto su Rio Vivo, Marinelle e sulla zona industriale del Cosib, nel corso delle ore l’emergenza si è spostata sempre più verso sud, fino a coinvolgere l’intero litorale di Campomarino. L’onda lunga dell’emergenza sta colpendo anche la viabilità. La Statale 16 risultava interrotta in uscita verso sud: chiusa la tratta dalla rotonda di Campomarino verso la Puglia, così come l’innesto proveniente da Termoli in direzione del centro abitato campomarinese. La circolazione è stata bloccata per impedire che automobilisti e mezzi restassero intrappolati in un’area ormai ritenuta a rischio. A rendere ancora più complessa la situazione è arrivata anche la chiusura del casello dell’A14 di Termoli in uscita, una misura straordinaria che testimonia il livello di criticità raggiunto. L’autostrada, che fino a poche ore fa rappresentava la principale via di fuga per chi lasciava la costa, adesso non può più essere utilizzata per raggiungere direttamente la zona interessata dall’emergenza. La conseguenza è un traffico deviato sulle arterie secondarie, molte delle quali già fortemente compromesse dal maltempo. Il quadro della viabilità nel Basso Molise appare infatti sempre più fragile. Restano enormi difficoltà lungo la viabilità tra Termoli, Campomarino e l’entroterra, con numerosi tratti allagati o chiusi per precauzione. La situazione peggiore resta quella della fascia compresa tra la foce del Biferno, il litorale di Campomarino e l’area industriale del Cosib, diventata il vero epicentro dell’emergenza. Proprio il Cosib, nel frattempo, è stato completamente evacuato. Dopo il passaggio allo scenario 4 del Piano Emergenza Diga Ponte Liscione disposto dalla Prefettura, il sindaco di Termoli Nico Balice ha firmato l’ordinanza che impone l’evacuazione immediata di tutte le aziende, dei lavoratori e dei residenti presenti nell’area industriale, oltre alla sospensione di ogni attività produttiva e al divieto assoluto di accesso e transito. Il provvedimento riguarda l’intera zona industriale, compresi i territori di Campomarino, Guglionesi e Portocannone. Le ore più difficili si stanno vivendo soprattutto lungo il tratto terminale del Biferno. La grande paura è che l’acqua possa superare gli argini o che le aree già intrise dalle piogge delle ultime 48 ore non riescano più ad assorbire l’enorme quantità d’acqua rilasciata dalla diga. In molti punti il terreno è saturo, i canali sono colmi e basta un ulteriore peggioramento per trasformare intere zone in un’unica distesa d’acqua. Le associazioni di volontariato, coordinate dalla Protezione civile, stanno lavorando senza sosta da ore. A Campomarino Lido sono già attivi i punti di raccolta per assistere le famiglie evacuate, mentre pattuglie di carabinieri, polizia locale e forze dell’ordine presidiano gli accessi alle zone interdette per impedire l’ingresso di curiosi o residenti che tentano di tornare nelle abitazioni. Anche a Termoli la situazione resta delicatissima.
























