In una settimana in cui Petacciato è diventata, suo malgrado, il simbolo nazionale della fragilità del territorio e delle conseguenze del dissesto idrogeologico, c’è stato anche spazio per un gesto semplice, ma capace ieri mattina, nella prima domenica post emergenza, di restituire un senso di vicinanza concreta. Nella giornata del Lions Day, il Lions Club Tifernus di Termoli ha scelto di essere presente proprio nel comune molisano colpito dalla riattivazione della storica frana, portando pacchi dono alle sei famiglie che ancora oggi non possono rientrare nelle proprie abitazioni. Un gesto sobrio, senza clamore, ma carico di significato. Perché mentre proseguono gli accertamenti tecnici e resta in vigore la cosiddetta “zona rossa”, ci sono persone che da giorni vivono lontano dalle proprie case, in una condizione di sospensione e incertezza. Capitanati da Ilio Giordano e da Mariangela Martella, la delegazione ha offerto un gesto di significato solidale e umanitario. «Petacciato, in questo momento, è il centro dell’Italia», ha spiegato il presidente del Lions Club Tifernus Giordano, sottolineando come il club abbia sentito il dovere di esserci proprio nel giorno dedicato ai Lions di tutto il mondo. «Per noi oggi è il Lions Day e abbiamo sentito la necessità di venire qui a portare la nostra presenza. Il nostro motto è “We serve”, siamo al servizio della comunità e Petacciato fa parte del nostro territorio». L’iniziativa si è tradotta nella consegna di alcuni pacchi dono destinati alle sei famiglie ancora sfollate. Una scelta maturata dopo il contatto tra il Lions Club e l’amministrazione comunale, che ha subito accolto con favore la proposta. A raccontarlo è stato il vicesindaco, Gianpiero Lascelandà, ancora impegnato in prima linea nella gestione dell’emergenza. «Restano sei famiglie fuori dalle loro abitazioni nella cosiddetta zona rossa. È l’ultimo scampolo di emergenza, se così possiamo definirlo, dopo una settimana molto complicata. Una persona che non può rientrare nella propria casa vive uno dei drammi più grandi che possano capitare». Da qui il valore di un gesto che va oltre il contenuto materiale dei pacchi consegnati. «L’altro giorno sono stato contattato da Mariangela Martella, che mi ha espresso la volontà di venire a trovare queste persone. Ho detto subito di sì, perché in momenti come questi c’è bisogno non soltanto di interventi tecnici, ma anche di vicinanza umana. Volevamo che queste famiglie sentissero l’abbraccio di un territorio vicino come quello di Termoli». Le immagini della visita raccontano proprio questo: un incontro fatto di strette di mano, parole semplici, sorrisi trattenuti e volti ancora segnati dalla preoccupazione. Le famiglie sfollate hanno ricevuto i volontari nella consapevolezza che la fase più critica non è ancora del tutto conclusa. Intanto, infatti, continuano i rilievi e i monitoraggi sulla frana. Nelle ultime ore alcune notizie diffuse da organi di informazione nazionali avevano parlato di una nuova riattivazione del fronte franoso, generando ulteriore allarme. Il vicesindaco ha però voluto rassicurare la popolazione, spiegando che i segnali registrati dai sensori installati lungo la linea ferroviaria e l’autostrada non hanno evidenziato un peggioramento significativo. «Sabato mattina, intorno alle 11, i sensori delle ferrovie e quelli presenti sulla carreggiata autostradale hanno rilevato un possibile movimento. Per precauzione i funzionari e i tecnici dei due gestori si sono immediatamente recati sul posto, ma di fatto non era successo nulla. Si è trattato di un movimento piccolissimo, quasi impercettibile». Secondo quanto emerso dal confronto con i tecnici di Ferrovie dello Stato, potrebbe trattarsi di una fase fisiologica della frana. «Un ingegnere delle Ferrovie ci ha spiegato che questa può essere una fase convulsiva dell’evento, quindi del tutto normale. Durante la notte non si è registrato alcun ulteriore movimento». Anche il sistema di monitoraggio predisposto da un tecnico locale, che aggiorna costantemente l’amministrazione attraverso rilevamenti continui, confermerebbe che il fenomeno si è sostanzialmente stabilizzato. «Sembrerebbe che al momento la frana si sia fermata», ha aggiunto il vicesindaco, pur precisando che gli accertamenti continueranno anche nei prossimi giorni con rilievi strumentali e verifiche sulle strutture delle abitazioni ancora interdette. È proprio questo il nodo centrale delle prossime ore: capire quando, e soprattutto se, le sei famiglie potranno tornare nelle loro case. Tecnici specializzati stanno eseguendo ulteriori verifiche sugli immobili per accertare l’eventuale presenza di danni strutturali o condizioni di rischio. Nel frattempo, la vita quotidiana resta sospesa. Le famiglie coinvolte continuano a vivere lontano dalle proprie abitazioni, in una condizione che non riguarda soltanto la perdita temporanea di un tetto, ma anche il distacco forzato da luoghi, ricordi e abitudini. Per questo, nel corso dell’incontro, il tono degli interventi è stato spesso più umano che istituzionale. «Sotto i ruoli ci sono le persone», ha detto il sindaco Antonio Dim Pardo. «In questi giorni ci siamo messi in gioco semplicemente per cercare di dare un contributo alla collettività. Non rinnegherò mai la mia comunità e non rinuncerò mai a essere petacciatese». Parole che raccontano il clima vissuto in paese in questi giorni: un misto di paura, fatica e orgoglio. Petacciato si trova al centro dell’attenzione nazionale per una vicenda che ha riaperto il tema del dissesto idrogeologico e della vulnerabilità delle infrastrutture lungo la costa molisana, tra la linea ferroviaria adriatica e l’autostrada. Ma, accanto alle immagini della frana, dei tecnici e delle aree interdette, ci sono anche quelle di una comunità che prova a reagire facendo leva sui legami e sulla solidarietà. Il Lions Club Tifernus ha voluto esserci proprio per questo. Non per sostituirsi alle istituzioni o risolvere un’emergenza che richiede interventi ben più complessi, ma per ricordare che, quando una comunità viene colpita, nessuno dovrebbe sentirsi solo. «Questo non è semplicemente un aiuto», è stato detto
durante la visita. «È un’esperienza di vicinanza». Ed è probabilmente questo il senso più profondo della giornata vissuta a Petacciato: nel momento in cui una frana costringe sei famiglie a lasciare la propria casa e un intero paese a convivere con la paura, c’è chi sceglie di esserci, di bussare a una porta temporanea, di portare un pacco dono e soprattutto un messaggio. Che la solidarietà, quando è autentica, pesa molto più di qualsiasi pacco consegnato. Proprio mentre si parlava di queste verifiche, Petacciato ha ricevuto anche la visita della troupe di Propaganda Live, arrivata in Molise per raccontare quella che ormai viene definita una vera emergenza infrastrutturale e geologica. Nel paese sono arrivati Diego Bianchi, conosciuto dal grande pubblico come Zoro, e Pierfrancesco Citriniti, giornalista molisano della trasmissione di La7, già presente sul territorio nei mesi scorsi dopo le prime criticità legate al maltempo e ai cedimenti lungo la costa adriatica. La troupe ha raggiunto il belvedere e la zona più vicina al fronte della frana, soffermandosi a lungo con amministratori, tecnici e cittadini, intervistando on the road il sindaco, Antonio Di Pardo.






















