Sintomi generici all’arrivo in Pronto soccorso. Poi, nel volgere di poche ore, il peggioramento repentino. La quindicenne viene ricoverata in Rianimazione e muore in serata. La madre la mattina seguente. Padre e figlia maggiore sono stati trasferiti allo Spallanzani di Roma ieri pomeriggio.
Dopo la tragedia che ha scosso tutto il Paese in questi giorni di festa, la Procura di Campobasso ha disposto l’autopsia sui corpi di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, le due donne morte al Cardarelli di Campobasso.
Indaga la Squadra Mobile del capoluogo guidata da Marco Graziano. «Abbiamo acquisito le cartelle cliniche e in queste ore stiamo raccogliendo le testimonianze di medici e familiari. Abbiamo anche acquisito del cibo in casa della famiglia e le indagini proseguono per cercare di capire cosa sia successo», le parole di Graziano.
Secondo le prime informazioni i componenti della famiglia si sarebbero presentati in Pronto soccorso due volte nei giorni precedenti (il primo accesso nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, il secondo il 26 e l’ultimo sabato 27), venendo dimessi con una diagnosi di intossicazione alimentare/gastroenterite. Saranno le verifiche interne e le indagini a stabilire tempi, valutazioni, terapie praticate e l’eventuale necessità di protocolli di escalation.
Intanto l’Asrem fa sapere di aver avviato un audit interna e il dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria ha avviato le sue verifiche. Al Cardarelli si è in attesa dei risultati degli esami tossicologici.
In Italia, fra le intossicazioni potenzialmente letali rientrano quelle da funghi (per esempio con amatossine), che possono proprio esordire con disturbi gastrointestinali e, dopo una fase di apparente miglioramento, evolvere in epatite fulminante e insufficienza multiorgano. Anche se in questa vicenda si parla soprattutto di “pesce” e “frutti di mare”, gli inquirenti tengono aperto ogni scenario finché gli esami non diranno l’ultima parola. Alcune tossine, come quelle di certi funghi velenosi, sono termostabili e non vengono inattivate dalla cottura. Altre tossinfezioni alimentari, come il botulismo, provocano tipicamente una sintomatologia a prevalenza neurologica (disturbi visivi, disfagia, paralisi discendente) più che epatica. Un elemento che, in assenza di segni neurologici conclamati, tende a rendere meno probabile questa pista, pur non consentendo esclusioni affrettate.

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