Si era avvalso della facoltà di non rispondere dinanzi al giudice per le indagini preliminari Veronica D’Agnone, al pubblico ministero Vincenzo De Chirico e all’avvocato difensore Silvio Tolesino, nel corso dell’interrogatorio di garanzia dello scorso venerdì, il 20enne di Avezzano accusato di tentato omicidio per aver picchiato brutalmente un uomo di 42 anni, tuttora ricoverato, nella serata di mercoledì 14 gennaio a Campodipietra.
Il ragazzo nelle ultime ore ha lasciato la casa circondariale di Campobasso ed è stato trasferito nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Cardarelli. Ricoverato sotto stretta sorveglianza si attende ora che le verifiche sul suo stato mentale contribuiscano a fare luce su una serata di violenza incontrollata che ha profondamente scosso l’intera comunità. Si è dunque ritenuto necessario approfondire il profilo psichico dell’indagato, valutando anche il ricorso a consulenze specialistiche che possano chiarire il suo stato psicofisico al momento dell’aggressione. Al termine degli accertamenti, non si esclude un possibile trasferimento del 20enne in una casa circondariale diversa da quella di Campobasso.
Mercoledì scorso il ragazzo, già sottoposto agli arresti domiciliari e noto alle forze dell’ordine, dopo aver violato la misura cautelare ha iniziato a prendere a calci alcune auto parcheggiate in paese. Rintracciato e calmato dai Carabinieri è stato riaccompagnato a casa. Solo poche ore dopo, però, il ragazzo è uscito nuovamente dalla sua abitazione e, arrivato in piazza della Rimembranza, la situazione è velocemente degenerata. Auto in sosta danneggiate, minacce ai passanti e una spirale di violenza culminata nell’incontro con il 42enne, colpito selvaggiamente con calci e pugni al volto fino a cadere a terra privo di conoscenza. I Carabinieri della Sezione Radiomobile intervenuti sul posto hanno prestato i primi soccorsi alla vittima, poi trasportata in codice rosso al Cardarelli, e hanno rintracciato l’aggressore all’interno dell’abitazione della vittima del pestaggio, dove si sarebbe introdotto arbitrariamente. Anche in quella circostanza il giovane avrebbe opposto una violenta resistenza ai militari, proferendo minacce di morte prima di essere immobilizzato e arrestato.














