Si apre oggi, 10 marzo, al Coriolis di Ripalimosani, il primo Congresso regionale della UIL FP Anas Molise, intitolato “Infrastrutture per restare, sviluppo per crescere”. Un appuntamento che segna un passaggio storico per il sindacato di categoria: la nascita ufficiale della nuova struttura e il rinnovo del direttivo coincidono con una fase di profonda riorganizzazione interna e con una rinnovata proiezione politico-sindacale sul territorio.
Alla guida di questo percorso c’è il segretario regionale Carmine Battaglia, già responsabile della UILPA Anas, oggi confluita nella nuova organizzazione. Il congresso non rappresenta soltanto un adempimento statutario, ma l’avvio di una nuova stagione sindacale che punta a rafforzare identità, rappresentanza e capacità di interlocuzione, in un contesto segnato da trasformazioni tecnologiche, riforme organizzative e sfide infrastrutturali decisive per il Molise.
Il titolo scelto per l’assise richiama con forza il nesso tra infrastrutture e sviluppo, ponendo al centro del dibattito il ruolo strategico della rete viaria in una regione che sconta storiche fragilità nei collegamenti. Dalla sicurezza stradale alla pianificazione delle opere, dal rapporto con le istituzioni alla governance dell’innovazione – inclusa l’intelligenza artificiale – il congresso si propone come luogo di confronto e di proposta, con l’obiettivo dichiarato di coniugare tutela del lavoro, qualità dei servizi e crescita del territorio.
Segretario Battaglia, cosa rappresenta questo primo congresso?
«Non è solo un passaggio formale, ma un momento storico. Da oggi nasce ufficialmente la UIL FP Anas Molise – UIL Funzione Pubblica Anas Molise. L’attuale UILPA Anas confluisce nella UIL FP, all’interno della UIL Funzione Pubblica, una grande categoria nata dall’unione di UIL FPL, UILPA e UIL Organi Costituzionali.
Non si tratta di una semplice riorganizzazione, ma di una scelta politica, culturale e valoriale che guarda al futuro e rafforza la nostra identità. In un tempo di innovazioni tecnologiche e trasformazioni del lavoro, il cambiamento non va subito, ma governato. Da oggi siamo più forti, più uniti, più rappresentativi».
Perché per Anas è così importante l’appartenenza alla Funzione pubblica?
«Perché la funzione pubblica per noi non è un concetto astratto. Si traduce ogni giorno nella sicurezza stradale, nella mobilità, nella continuità dei collegamenti, nello sviluppo del territorio e nella tutela delle comunità. In Molise, dove non abbiamo aeroporti e contiamo appena 30 chilometri di autostrada, la rete Anas rappresenta l’ossatura della mobilità regionale. È una funzione sociale vera, che tiene insieme il territorio».
Il congresso è anche un momento di bilancio?
«Sì. Nell’ultimo quadriennio abbiamo consolidato il nostro ruolo di interlocutore strategico tra Azienda e Istituzioni. Oggi tracciamo un bilancio e definiamo le linee guida per i prossimi quattro anni, con un obiettivo chiaro: lo sviluppo infrastrutturale del Molise. Molto è stato fatto, ma c’è ancora tanto da fare. Continueremo nel solco
dell’ascolto e del confronto».
Il titolo “Infrastrutture per restare, sviluppo per crescere” vuole essere anche un messaggio alla politica?
«È una richiesta chiara: meno promesse, più scelte. Il Molise ha bisogno di infrastrutture vere, non di annunci. La situazione viaria è al collasso, aggravata dal dissesto idrogeologico e dalla perdita di servizi essenziali. Senza pianificazione strategica non si contrasta lo spopolamento. Le infrastrutture devono diventare la bussola delle scelte politiche».
Uno dei temi centrali è il passaggio delle strade provinciali ad Anas.
«Non è una battaglia ideologica, ma di buon senso. Le Province non hanno più risorse sufficienti per garantire manutenzione e sicurezza. Anas può assicurare investimenti, pianificazione e standard adeguati. Abbiamo chiesto la statalizzazione di circa 300 chilometri di strade, ma ne verranno presi in considerazione meno di 50. Non è tollerabile che altre regioni vadano avanti spedite mentre il Molise resta fermo».
E sulle opere strategiche?
«Ci siamo da sempre battuti per il completamento delle opere incompiute. Il Lotto Zero della Isernia-Castel di Sangro – dove i lavori sono recentemente partiti – è fondamentale: migliora sicurezza e vivibilità. Allo stesso tempo denunciamo la cancellazione del completamento della Fresilia, con la perdita di 42 milioni di euro: una scelta grave. E poi c’è il collegamento con Roma: senza una quattro corsie moderna e sicura il Molise resta isolato. Collegare il Molise alla Capitale significa sviluppo, investimenti e opportunità per i giovani».
Altro nodo è l’accorpamento con l’Abruzzo.
«Dal 2019 l’Area Compartimentale Anas del Molise è stata accorpata a quella abruzzese. Abbiamo perso autonomia amministrativa e tecnica, tempestività negli interventi e la sala operativa regionale. Nel 2019 protestammo davanti al Consiglio regionale e fu approvato un ordine del giorno che impegnava l’allora presidente Donato Toma a intervenire. Nel 2023 un nuovo odg impegnava il presidente Francesco Roberti e l’assessore Michele Marone al ripristino della struttura territoriale e al trasferimento dei 300 chilometri. Ma non si registra alcun avanzamento concreto. Solo promesse».
Intelligenza artificiale: come va governata?
«Il tema è già attuale in Anas: manutenzione programmata, monitoraggio traffico, gestione dati, pianificazione, perfino valutazione delle prestazioni. Nessun algoritmo può sostituire il confronto sindacale. Per il personale d’esercizio può essere un supporto alla sicurezza, ma senza regole rischia di diventare controllo a distanza o intensificazione dei ritmi. Per i tecnici non deve significare riduzione di organici o aumento di responsabilità senza riconoscimento.
Per il personale amministrativo e dei servizi, innovazione tecnologica e digitalizzazione non possono significare perdita di funzioni o ricorso all’esternalizzazione. Devono
invece rappresentare un’opportunità, sostenuta da investimenti concreti nella formazione permanente, nell’aggiornamento professionale e nella valorizzazione delle competenze già presenti all’interno dell’azienda. La contrattazione collettiva è lo strumento decisivo per definire limiti e criteri di utilizzo. E se l’IA aumenta la produttività, la ricchezza va ridistribuita: più sicurezza, migliori condizioni operative, nuove assunzioni e, dove possibile, riduzione dell’orario a parità di stipendio».
Sicurezza e personale su strada restano priorità?
«Assolutamente. Il personale di esercizio è esposto a rischi elevatissimi. Le squadre devono essere composte secondo quanto previsto dalle norme e dalle procedure di sicurezza. Attendiamo un percorso condiviso per superare il Dpr 1126/81 e applicare un nuovo modello organizzativo.
La campagna promossa dalla UIL nazionale “Zero morti sul lavoro” è una battaglia di civiltà. A Campobasso abbiamo partecipato al flashmob della UIL Molise che ha visto il posizionamento di 102 bare simboliche in piazza Prefettura per ricordare le vittime. Sicurezza e appalti sono spesso un incrocio pericoloso: va rivisto il Codice degli appalti».
E sul piano contrattuale?
«Il rinnovo del CCNL 2025-2027 è stato un risultato importante, ma restano partite aperte: fasce di scorrimento, aggiornamento dei profili professionali, piena operatività dell’Ente Bilaterale. Continueremo a incalzare l’azienda: gli impegni devono diventare fatti».
Il congresso è anche un momento identitario?
«Siamo un’organizzazione che parla di “noi” e non di “io”. Siamo la prima sigla in Anas Molise e questo ci responsabilizza. Difendiamo l’identità di Anas: non solo una grande azienda, ma un presidio pubblico con una funzione sociale. Vogliamo manutenzione in house, evitare esternalizzazioni dei servizi principali e ripristinare la Struttura Territoriale Anas in Molise. Senza infrastrutture non c’è futuro. E senza futuro il Molise non può crescere». sl
























