Dopo giorni di apprensione, arriva un primo segnale di sollievo: Alice, la figlia maggiore della famiglia Di Vita, è stata dimessa ieri dallo Spallanzani ed è rientrata in Molise. Una notizia che, tuttavia, si intreccia con un dolore ancora senza risposte e con una tragedia che continua a segnare profondamente la comunità. Potrebbero intanto slittare i funerali di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte tra il 27 e il 28 dicembre al Cardarelli di Campobasso per una sospetta tossinfezione alimentare. L’ipotesi più accreditata è che l’ultimo saluto possa tenersi tra mercoledì e giovedì della prossima settimana.
Sul fronte delle indagini emergono intanto i primi, importanti riscontri dalle analisi: sarebbero state escluse sia l’ipotesi dei funghi, tra gli alimenti sequestrati nelle abitazioni, sia quella dell’ingestione di veleno per topi. Si tratta delle prime risposte ufficiali degli accertamenti avviati per fare luce sulla vicenda.
Le attività investigative proseguono senza sosta. In queste ore la Squadra Mobile di Campobasso, diretta da Marco Graziano, ha intensificato gli interrogatori, ascoltando come testimoni alcune persone del paese e diversi sanitari del Cardarelli e non solo. L’obiettivo è ricostruire con precisione le ore precedenti al ricovero e chiarire eventuali responsabilità.
Restano dunque aperte altre piste investigative. L’attenzione degli inquirenti si concentra ora sugli altri alimenti finiti sotto sequestro: in totale 19 prodotti prelevati sia dall’abitazione della famiglia Di Vita-Di Ielsi sia da quella della madre di Gianni Di Vita. Quest’ultimo, marito e padre delle vittime, è ancora ricoverato all’Istituto Spallanzani di Roma e, secondo quanto si apprende, non dovrebbe essere dimesso a breve. La scelta di posticipare le esequie sarebbe legata anche alla volontà di permettere la partecipazione di tutti i familiari, in un momento di dolore che ha lasciato una ferita profonda nella comunità. Nel frattempo si attendono i risultati definitivi delle analisi tossicologiche, che dovranno chiarire l’origine dell’intossicazione e chiudere il cerchio su una tragedia ancora avvolta da molti interrogativi.



























