Dopo giorni di accertamenti, anche Gianni Di Vita è stato dimesso dallo Spallanzani di Roma. L’ex sindaco di Pietracatella, ricoverato presso l’istituto della Capitale per accertamenti a seguito della presunta intossicazione alimentare che ha causato la morte della moglie Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia minore, Sara Di Vita, di soli 15 anni, è infatti risultato negativo agli esami tossicologici e microbiologici ai quali è stato sottoposto subito dopo la tragedia.
Il dramma si era consumato tra il 27 e il 28 dicembre al Cardarelli di Campobasso: Antonella e Sara, dopo una serie di ingressi e dimissioni dal nosocomio, sono decedute a poche ore di distanza l’una dall’altra. La figlia maggiore, Alice, inizialmente ricoverata insieme al padre, è stata dimessa sabato scorso. La ragazza è l’unica della famiglia a non aver presentato sintomi. Inoltre non era presente durante i pasti consumati dalla famiglia il 23 dicembre scorso, data sulla quale si stanno concentrando le attenzioni degli inquirenti per risalire alla tossina che avrebbe provocato il decesso delle vittime.
Attualmente sono 5 i medici – tre del Cardarelli e due guardie mediche – finiti nel registro degli indagati per omicidio colposo.
Gianni Di Vita lascia ora l’ospedale con la mente e il cuore rivolti alla famiglia e alla difficile organizzazione dei funerali, ancora in attesa di una data definitiva. Una camera ardente potrebbe essere allestita a Pietracatella, dove l’intera comunità si prepara a dare l’ultimo saluto a madre e figlia. Le esequie dovrebbero tenersi tra venerdì e sabato, anche se la decisione finale sarà comunicata nelle prossime ore.
Restano aperti molti interrogativi sulle cause della tragedia. Al momento, non sono state rese note le motivazioni ufficiali dei decessi: gli esiti delle autopsie e delle analisi, affidate all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise, saranno determinanti per chiarire definitivamente quanto accaduto.
Intanto, Pietracatella si stringe intorno a Gianni e ad Alice, offrendo sostegno e vicinanza in un lutto che ha colpito non solo il piccolo paese, ma l’intero territorio molisano. Una comunità intera, in queste ore, è in attesa di verità e giustizia, mentre prepara un ultimo, commosso addio a Sara e Antonella.

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