Un vento gelido ha avvolto Pietracatella in quella che è stata la giornata del dolore e del silenzio. La giornata dell’ultimo saluto a Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia morte a poche ore di distanza tra il 27 e il 28 dicembre al Cardarelli per una presunta tossinfezione alimentare.
I funerali sono stati celebrati ieri mattina nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli dal vescovo di Campobasso-Bojano Biagio Colaianni e dal parroco di Pietracatella don Stefano Fracassi. Moltissime le persone che non hanno trovato posto in chiesa e che partecipano alla funzione religiosa dal piazzale esterno, dove degli altoparlanti hanno permesso di ascoltare il rito funebre.
Un silenzio surreale, un paese quasi sospeso che si è fermato per abbracciare e stringere a sé Gianni Di Vita e la figlia Alice, i parenti, i compagni del Liceo Classico Mario Pagano di Campobasso, gli amici. Centinaia le persone arrivate per porgere vicinanza, un pensiero, una preghiera, un ricordo, un saluto a Sara e Antonella.
Alla cerimonia hanno preso parte anche autorità civili e militari. Presenti tra gli altri il senatore di Fratelli d’Italia Costanzo Dalla Porta, l’assessore regionale Andrea Di Lucente, la consigliera regionale del Partito Democratico Micaela Fanelli e tanti amministratori del territorio.
«Siamo stretti intorno a voi, famiglie Di Vita e Di Ielsi, Gianni e Alice, feriti e smarriti per la tragedia che vi ha colpito e che in modo diverso ha toccato e coinvolto noi tutti».
Queste le parole del vescovo Colaianni, che ha poi esortato, nonostante il dolore, a vivere una vita colma di amore. «La morte non è mai giusta, strappa via le persone care. Si vive l’assenza e l’abbandono, ci si sente soli. Inevitabile chiedersi il perché, ma non c’è una risposta, possiamo solo constatare la fragilità e la precarietà della vita. Un monito e un invito che ci spingono a vivere una vita piena di amore e pace. È passato il Natale nello smarrimento e nel pianto, ma il loro spirito continua a vivere. Certo fa soffrire non poterle più abbracciare e vedere. Nessuno può separarvi dal loro amore, perché Sara e Antonella continuano ad essere presenti e vive. L’amore non scompare, si è trasformato. E dio lo preserva sempre anche e nonostante la morte. La fede non chiarisce tutto, non evita i dubbi, ma può aiutare. Consola e sostiene. Permette di camminare ancora e andare avanti anche se a fatica. Dio condivide il vostro dolore e non vi abbandona, così come i tanti che si sono stretti attorno a voi con affetto e vi sosterranno con vicinanza e supporto. La nostra preghiera salga al Signore per Sara e Antonella, doni loro la pace del Paradiso. Per Alice, Gianni e i loro familiari chiediamo consolazione, che diventi coraggio, forza e speranza di vita», ha chiosato il vescovo.
«Oggi siamo qui per ricordare due splendide donne – ha proseguito spezzato dalle lacrime il sindaco di Pietracatella Antonio Tomassone -. Sara, una ragazza di appena 15 anni traboccante di vita. Una ragazza che non aspettava il mondo ma gli andava incontro. Una vitalità autentica, contagiosa, luminosa. Antonella, una donna, una madre, una professionista. Riservata, sempre presente per la sua famiglia, per la comunità, per chiunque avesse bisogno. Una donna unica nel senso più autentico e nobile del termine. Ecco perché oggi Pietracatella piange due fiori, il cui profumo continuerà ad avvolgere i nostri cuori e accarezzare la nostra anima. È difficile trovare parole adeguate in questi momenti. Sappiamo che nulla e nessuno potrà restituirci Sara e Antonella. Ma loro continueranno a vivere in ciascuno di noi, in chi le ha conosciute, amate o incrociate solo per un istante. Vivono e vivranno nei nostri pensieri, nei ricordi dei giorni felici, ogni volta che il loro sorriso ci coglierà di sorpresa senza preavviso. In quell’attimo saranno ancora accanto a noi, pronte a sostenerci e consolarci. Caro Gianni, sei stato sindaco e punto di riferimento per la nostra comunità, amato e rispettato da tutti. I tuoi insegnamenti e il tuo esempio sono un patrimonio prezioso che porto sempre con me. Anche in questi giorni così tormentati la tua voce è arrivata. Dovremmo essere noi a darti conforto, invece sei tu che oggi sostieni noi e che continuerai a camminare al fianco di Alice. Cara Alice, ti ho visto crescere e diventare la donna che sei oggi. Un diamante scintillante, il punto fermo su cui tuo padre potrà sempre contare. In quelle ore in ospedale sei stata tu a darci la forza e, in un dolore insopportabile, hai avuto parole di amore e speranza per ognuno di noi. Sei una perla rara e sarai custodita da tutta la nostra comunità. Pietracatella vi sarà vicina per sempre, non per dovere e obbligo ma perché è questo quello che sentiamo e vogliamo nel profondo del nostro cuore. Siate forti come noi lo saremo per voi. Siamo una comunità unita, una grande famiglia dove nessuno è mai solo. Questa è la nostra essenza e il nostro impegno quotidiano, esserci l’uno per l’altro oggi e per sempre. Da oggi a Pietracatella il Natale avrà per sempre due stelle luminosissime in cielo, quelle di Sara e Antonella», ha chiosato commosso il primo cittadino.
«Saretta, con il tuo sorriso perfetto vivi ancora in noi – hanno scritto in un manifesto i compagni del Liceo Classico – non solo nei ricordi ma nel cuore. Con amore a Sara, il nostro vulcano che mai si spegnerà, e alla sua dolce mamma».
All’uscita dei feretri, sulle note di Forever Young, centinaia sono state le dediche lasciate dalle amiche a dagli amici sulla bara di Sara. Ragazze e ragazzi che hanno accompagnato commossi la loro amica, la loro compagna di vita. Per sempre giovane. Un fiume di palloncini bianchi e rossi ha invaso il cielo di Peitracatella che si è unita, insieme a tutto il Molise, in un abbraccio sì di dolore e tristezza, ma anche di speranza e amore. Una carovana infinita, silenziosa, lacerata dalle lacrime si è stretta infine intorno a Sara e Antonella, a Gianni e Alice, ai loro familiari, scortando madre e figlia anche nel loro ultimo viaggio. Insieme.

 

 

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